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Nuova gestione “ex Onpi” di San Lucido, orario di lavoro ridotto ai dipendenti e rette alle stelle

La politica sanlucidana latita: nessuno ha tutelato i lavoratori in servizio, nonostante i patti sottoscritti dall'amministrazione comunale in carica

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L'ex Onpi di San Lucido

SAN LUCIDO (Cs) – Brutte notizie giungono dalla Casa Serena ex Onpi di San Lucido, dove a seguito dell’insediamento del nuovo gestore della struttura, il personale s’è ritrovato una brutta sorpresa: la considerevole riduzione dell’orario di lavoro (da 31 a 19 ore) e, quindi, degli stipendi, nonostante precedenti accordi con l’Amministrazione comunale per tutelare i lavoratori e pubblici appelli preventivi del movimento “San Lucido Idee per il futuro” che già il 19 aprile scorso chiedeva pubblicamente garanzie per il personale (https://www.calabriainchieste.it/2023/04/19/affidamento-in-gestione-ex-onpi-chiesta-revoca-avviso-per-inserire-clausola-sociale/), prevedendo quello che poi sarebbe accaduto.

Il nuovo gestore, precedentemente sfrattato per morosità, salvo poi raggiungere una transazione con l’Ente, è subentrato all’ex cooperativa Lamberti di Paola, a cui non è stato rinnovo l’incarico. Ha partecipato a una manifestazione di interesse ed è stato l’unico a concorrere e il sindaco Cosimo De Tommaso aveva «promesso ai dipendenti – raccontano alcuni addetti ai lavori – assunzioni con identici modi e condizioni», ma ciò non è accaduto e nessuno ha fatto valere i diritti dei lavoratori. Almeno fino a oggi.

«Chi non vuole restare a queste condizioni – sarebbe stato detto loro – può andare via. E così è stato per quattro operatori socio sanitari, che si sono licenziati quasi subito, mentre altri dieci sono rimasti in servizio, tenendo duro, ma senza avere ancora sottoscritto il contratto» 

E non è solo il personale a essere finito nel mirino dei nuovi gestori, anche gli ospiti dovranno far fronte a un aumento delle rette del 50 per cento rispetto ai prezzi precedentemente stabiliti dall’ex cooperativa di Paola.

La situazione è quindi di grande incertezza e disagio: occorrerebbe una mediazione da parte dell’Amministrazione comunale per rimettere in carreggiata il nuovo gestore che, com’è noto, a San Lucido è famigerato anche per non aver pagato i dipendenti (oltre che i fornitori), visto che molti, in passato, sono dovuti ricorrere ai decreti ingiuntivi.

Sulla vicenda era intervenuta reiteratamente l’associazione “San Lucido Idee per il futuro” (https://www.calabriainchieste.it/2023/04/15/casa-serena-di-san-lucido-raffica-di-quesiti-su-questioni-tecniche-e-amministrative/), ma le sue osservazioni e i suoi appelli non avevano avuto alcun riscontro dal Municipio.

Oggi il danno sembra essere fatto: una struttura come l’ex Onpi non può essere gestita operando tagli sulle ore di lavoro, ossia penalizzando quegli stessi lavoratori che in altri contesti avevano fatto valere i propri diritti in sede di giudice civile contro chi, oggi, li ha messi in un angolo. Si rende quindi necessario un intervento deciso della politica che, siamo certi, ci sarà.

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