La corte d'Appello di Catanzaro

SCALEA (Cs) – Operazione Plinius II: non ci fu estorsione contro la cooperativa. Saverio Valente prosciolto dopo 9 anni.

L’uomo, accusato di estorsione, fu arrestato nel novembre del 2015 in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Catanzaro su richiesta della Dda.

Nella giornata odierna, però, la Corte d’Appello di Catanzaro ha prosciolto Valente Saverio, precedentemente accusato di estorsione aggravata dal metodo mafioso nei confronti di una cooperativa sociale operante nel territorio di Scalea.

La difesa, guidata dall’avvocato Italo Guagliano, ha dimostrato l’insussistenza dell’accusa, portando alla riforma della pronuncia di condanna pronunciata nel dicembre 2017 dal Tribunale di Paola.

La vicenda ha avuto inizio nell’ottobre 2015, quando il Valente fu accusato di aver intimidito i membri di una cooperativa sociale assegnataria di un terreno comunale in località Pantano, comune di Scalea, per la creazione di un orto sociale. Secondo le accuse, il Valente avrebbe minacciato i membri della cooperativa per costringerli a rinunciare al progetto, adducendo pretese sulla proprietà del terreno.

Tuttavia, dopo un lungo percorso giudiziario, l’avv. Italo Guagliano ha dimostrato che il Valente fosse il legittimo proprietario del terreno in questione, e pertanto, non sussisteva alcuna base per le accuse di estorsione mosse nei suoi confronti.

La Corte d’Appello di Catanzaro, accogliendo le argomentazioni della difesa, ha prosciolto l’imputato, ribaltando la precedente decisione e sollevandolo definitivamente da ogni accusa.

La difesa comunica grande soddisfazione per il risultato che chiude un capitolo difficile nella vita del Valente durato quasi dieci anni.

stefaniasapienza@calabriainchieste.it

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