Il G7 italiano in Puglia si è di fatto concluso, le dichiarazioni finali sono state firmate, per la giornata di oggi – sabato 15 giugno – ci sarà spazio per alcuni incontri bilaterali e poi per la conferenza stampa dei leader nel primo pomeriggio. I temi toccati nei tre giorni di summit sono stati diversi, c’è stata la prima storica partecipazione del Papa, la polemica sull’inclusione o meno dell’aborto nel documento conclusivo. Il risultato dei vertici è un documento di 36 pagine, già pubblicato sul sito ufficiale del G7 italiano, che riassume le decisioni prese dai presenti.

Ucraina e Gaza le due priorità

Il primo punto è il “sostegno incrollabile all’Ucraina, per tutto il tempo che sarà necessario”, dal punto di vista economico e militare. “La Russia deve mettere fine alla sua guerra di aggressione illegale e pagare per i danni che ha causato all’Ucraina”, che sono di “oltre 486 miliardi di dollari” secondo la Banca mondiale. Per Kiev arriverà anche entro la fine dell’anno un sostegno da 50 miliardi di dollari da parte del G7 grazie ai fondi congelati alla Russia.
Nel documento si condanna la “irresponsabile retorica nucleare” del Cremlino, e si confermano le misure contro “la Cina e i Paesi terzi che supportano materialmente la macchina da guerra russa”. Non si parla, invece, della possibilità di Kiev di usare anche in territorio russo le armi che le vengono inviate. Un tema che aveva diviso i Paesi nei giorni precedenti al summit, e su cui la decisione resterà in mano ai singoli Stati.

Per quanto riguarda il Medio oriente, il documento si apre con una condanna dell’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. Sottolinea che Israele nel difendersi deve “rispettare i suoi obblighi previsti dal diritto internazionale”, e condanna Hamas per il suo “uso di infrastrutture civili per le attività militari”. Il sostegno del G7 va all’accordo proposto da Joe Biden per un cessate il fuoco. Il testo chiede al governo israeliano di non procedere con una offensiva militare su vasta scala a Rafah, e sottolinea anche che “è cruciale che l’Unrwa e altre organizzazioni delle Nazioni unite siano pienamente in grado di utilizzare le loro reti di distribuzione per consegnare aiuti a coloro che ne hanno più bisogno”.

Non si parla del riconoscimento della Palestina, se non dicendo che “un mutuo riconoscimento” tra Stato di Palestina e Stato di Israele “sarebbe un passo cruciale” nel percorso politico verso la soluzione di due popoli e due Stati. E infine, si condanna l’aumento della violenza da parte di colonialisti estremisti israeliani nei confronti della popolazione palestinese.

Cosa hanno scritto i leader del G7 sull’aborto e i diritti Lgbtq

Ci sono anche passaggi sull’uguaglianza di genere e la salute riproduttiva: sono i punti che hanno sollevato la polemica tra Meloni e Macron in fatto di aborto. Apparentemente, ha prevalso la linea italiana: non si parla di aborto né di interruzione di gravidanza, ma ci si limita a “promuovere la salute e i diritti in ambito sessuale e riproduttivo”, allo stesso tempo “migliorando gli sforzi per la salute delle madri, dei neonati, dei bambini e degli adolescenti. Si riconferma l’impegno già preso nel vertice dello scorso anno per “l’accesso universale a prestazioni sanitarie adeguate, economiche e di qualità” per le donne, anche in ambito riproduttivo.

Per quanto riguarda i diritti Lgbtq, si parla di “forti preoccupazioni per i passi indietro in materia di diritti delle donne e delle persone Lgbtqia+ nel mondo”. Ieri, l’agenzia Bloomberg aveva anticipato che nel documento finale non ci sarebbe stato nessun riferimento alla “identità di genere” e all'”orientamento sessuale”. La presidenza italiana aveva risposto: “La notizia pubblicata da Bloomberg, secondo la quale nel comunicato finale G7 potrebbe essere tolto ogni riferimento ai diritti delle persone Lgbt, è priva di ogni fondamento”, come detto, però, la notizia riportata era più precisa, e si è rivelata corretta. Rispetto al documento stilato lo scorso anno in Giappone, sono spariti tutti i riferimenti ai termini indicati.

Clima, IA e migrazioni

Per quanto riguarda il clima, i leader del G7 confermano l’intenzione di rispettare l’accordo di Parigi, per quanto ci sia “un divario significativo tra le attuali emissioni globali e questo accordo”. L’impegno è di “allontanarsi dai combustibili fossili in modo giusto, ordinato ed equo”, per arrivare “al più tardi nel 2050” ad un’economia con emissioni nette zero. Per farlo, si apre anche all’uso dell’energia nucleare.

Si tratta anche uno dei temi più cari alla presidenza italiana, l’intelligenza artificiale. In questo campo i leader si impegnano a “approfondire la collaborazione per raccogliere i benefici e gestire i rischi dell’Ia. Lanceremo un piano d’azione per l’uso dell’Ia nel mondo del lavoro”, per assicurarsi che “permetta di aumentare la produttività, i lavori di qualità, e lavori in condizioni dignitose”, ma anche “inclusività e pari opportunità” nel mercato del lavoro.

Nel capitolo sulle migrazioni si dettaglia un piano che prevede di “concentrarsi sulle radici della migrazione irregolare, con iniziative di sostegno e investimenti economici insieme ai Paesi di origine e di transito”, ma anche sulla “gestione dei confini” e su “percorsi sicuri per l’immigrazione”. Nella parte dedicata ai rapporti con gli Stati africani si cita due volte il piano Mattei lanciato dal governo Meloni, anche se in termini piuttosto generali (Fanpage).

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