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Acquappesa, botta e risposta tra le due minoranze: annunciano di rinunciare ai seggi in consiglio

Dopo la sconfitta elettorale i due gruppi di minoranza “Liberamente” e “Siamo Acquappesa” si lanciano reciprocamente accuse neanche tanto velate

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La consigliera Aneta Przybylo

ACQUAPPESA (Cs) – Sono ore abbastanza concitate per quanto riguarda la politica acquappesa. Una sorta di terremoto sembra infatti in procinto di abbattersi sugli equilibri interni al prossimo consiglio comunale, dal momento che i due gruppi di minoranza – “Liberamente” e “Siamo Acquappesa” – hanno annunciato di voler rinunciare ai propri seggi nel civico consesso, lanciandosi, reciprocamente, accuse neanche tanto velate.

Ad iniziare lo “j’accuse”, sono stati, ieri, i consiglieri eletti Mauro Avolio e Sandra Ricco, i quali, in una nota firmata da tutti i componenti della lista “Liberamente”, hanno affermato: “con un profondo senso di responsabilità e rispetto, comunichiamo la nostra decisione di non proseguire nel nostro mandato di consiglieri di opposizione all’interno del Consiglio Comunale appena eletto. Questa decisione, sofferta ma necessaria, nasce da una riflessione profonda”.

Poi, l’attacco all’altro gruppo di minoranza: “Lasciamo, dunque, i nostri due seggi a disposizione della lista contrapposta che se vorrà potrà esercitare l’intero ruolo di opposizione. A tale proposito, poi, ci preme sottolineare che, anche in questa tornata elettorale, siamo stati coerenti con i nostri principi, preferendo correre da soli, anziché unirci ad altre compagini i cui promotori miravano a salvaguardare solo ed unicamente i propri interessi personali, pretendendo un baratto di cariche ancor prima della formazione della lista stessa. 

Abbiamo composto una lista di candidati pronta ad amministrare e non, come altri, con l’unico fine di “cacciare loro” che ha portato, poi, alla conseguenza di farli rimanere. I responsabili politici di questo disastro abbiano il coraggio di assumersi pubblicamente la propria responsabilità”.

La replica indiretta da parte di “Siamo Acquappesa” – che ha eletto, nella massima assise cittadina, Fernando Mancino – giunge a stretto giro:

“Con 400 voti hanno riconfermato il sindaco uscente con tutto il carico di dissensi che per mesi sono stati a noi raccontati da quelle stesse persone che, infine, lo hanno confermato. Lo vogliamo chiamare tradimento? Forse si, ma non a noi 11, bensì ai nostri 319 sostenitori.

Si poteva evitare, forse si, se gli altri contendenti, già minoranza consiliare per cinque anni, avessero compreso quanto il loro operato non avesse costruito unione ma ulteriore divisione, spaccatura, avversione verso un certo modo di fare politica, che è valsa loro una misera manciata di voti, molto più bassa di un’eventuale riconferma su livelli proporzionati all’affermazione di cinque anni fa.

Eppure continuano ad addossare, non paghi di avere sempre diviso il paese, le loro responsabilità sul prossimo, senza mai analizzare le proprie. Quando un candidato annuncia, senza previo confronto, la propria corsa come sindaco, lasciando un pubblico silente senza diritto di replica, di quale democrazia si vuole parlare?

E ancora appare assurdo che oggi, invece di cospargersi il capo di cenere, sia quello stesso candidato a sindaco (il riferimento è per Mauro Avolio, ndr), in uno con i suoi candidati a consiglieri, a puntare il dito, così come ha fatto per cinque anni senza approdare ad alcun risultato, solo perché il corpo a corpo, il sangue a tutti i costi, la “supremazia” intellettuale, la affermazione politica personale, possano maggiormente radicarsi, essendo stati gli unici obiettivi da sempre perseguiti, evidentemente”.

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