AMANTEA (Cs) – Il cittadino amanteano Francesco Brogna ci ha chiesto di poter condividere con la nostra testata la Lettera aperta indirizzata al sindaco Vincenzo Pellegrino. 
Ecco il teto del documento
«Sindaco, chi le scrive è un suo concittadino, un Elettore che si espresso a favore del suo Progetto per la ns Città unitamente alla maggioranza dei cittadini di Amantea. Ho condiviso il suo progetto, ho condiviso e fatto mio il “suo” spirito di servizio al fine di garantire alla ns Città una ripartenza dopo anni di torpore. Ho sposato le sue idee, perché erano e sono le Idee che considero vincenti per la partecipazione popolare a vantaggio di regole “uguali” per tutti, di iniziative “ condivise” con la Città, di progetti di armonizzazione urbana volta a favorire la “fruizione” degli spazi urbani ma soprattutto perché finalmente non si parlava di un Governo di pochi, ma di un Governo di Tutti”.
Ebbene: “Signor Sindaco, chi le scrive è una persona libera da preconcetti, interessi personali e quindi sento il dover di esprimere il mio rammarico non per aver sostenuto il suo progetto, assolutamente lo considero attuale e vincente, ma il mio rammarico è per come la Città attualmente vive il malessere di scarsa attenzione da parte della Amministrazione. Ho scelto il suo progetto perché si basa sull’aspetto più bello della Democrazia, ovvero l’Ascolto. Lo stesso “ascolto” che la città ha premiato nella sua persona perché era ed è la forma di partecipazione più forte, ma che oggi, è sempre meno sostenuta dalla sua squadra di Governo”.
La Città “ha voluto con vigore e forza il suo progetto, con il desiderio di poter finalmente sentirci sempre più orgogliosi di essere cittadini di Amantea, di una Amantea libera dei “pochi” a vantaggio della ns Amantea “di tutti” ed poter vivere la ns comunità a 360° seppur con i sacrifici di una Amministrazione Comunale in dissesto economico. La città ha sognato insieme a Lei tante cose, tante opportunità, con la consapevolezza che tutto non si poteva avere causa aspetti finanziari ma tutti, ritengo, abbiamo ritenuto che la Sua amministrazione non avrebbe mai perso tempo dietro sterili polemiche, “incartamenti sbagliati”, esperienze “ sperimentali”, ma offrendo supporto tra la gente e per la ns gente”.
E, ancora: “Signor Sindaco, il suo progetto non ha fallito ed è ancora valido se la sua Amministrazione torna ad essere attenta ai bisogni della popolazione. Amantea non vive solamente di “uffici comunali” ma vive di molti aspetti che necessitano una forte attenzione quali Servizi Sociali, Scuola, Salute, Lavori Pubblici, e tanti altri che ad oggi NON percepiamo più, ed il che non va bene. Signor Sindaco, serve una spinta forte e serve una condivisione dei problemi perché solo così la Città può capire le vs difficoltà ed evitare le “inutili” strumentalizzazioni di personaggi che questa Città l’hanno devastata e non Amata e Rispettata”.
E, poi “signor Sindaco, la prego non legga le mie parole come quelle di un “professorino che vuole insegnare” perché sono un cittadino desideroso di vedere la Città finalmente amministrata e non consegnata a Commissari Prefettizi di cui già abbiamo avuto dimostrazione di incapacità. Signor Sindaco, torni ad ascoltare la Città, i problemi tra la gente, tra le periferie e non si affidi solo ai racconti di qualche suo “suggeritore” che ha interesse più personale che collettivo, torni ad essere la guida autorevole e non “autoritaria” della ns comunità».
Un suggerimento: “Dia spazio alla partecipazione anche della minoranza comunale che può offrire supporto fattivo al bene comune, coinvolga le Commissioni Consiliari, il terzo settore, le imprese, le famiglie, i dipendenti comunali, chiedendo loro quali sono i “problemi” quali sono le “aspettative” per il loro futuro. Amantea ha bisogno di un Governo di Salute Pubblica”.
Infine: «Signor Sindaco, lei ha tutte le capacità per poter rendere la nostra Città vivibile, ma ha bisogno del supporto di tutta la popolazione e con i comportamenti che la sua maggioranza pone nei confronti dei cittadini si allontana sempre più dal bene comune. Signor Sindaco, lei è libero di seguire qualsiasi strada, ma le chiedo di riflettere sulle mie parole nell’interesse della ns Comunità altrimenti, le chiedo, di fare un passo indietro nell’interesse di Tutti noi lasciando ai cittadini la possibilità di esprimersi con il voto popolare ma questa sarebbe una grande sconfitta anche per chi crede in Lei, nel suo progetto».
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