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Dissesto Cetraro, l’ex sindaco Cennamo rimanda al mittente le accuse di Aieta: «Tutte bugie»

«Appena ci siamo insediati sono arrivati gli atti di pignoramento da parte dei creditori con il rischio di bloccare i conti dell’ente e non pagare più gli stipendi agli impiegati»

CETRARO (Cs) – Nonostante siano passati diversi mesi dall’approvazione da parte del consiglio comunale di Cetraro (6 aprile 2024), il dibattito sul dissesto finanziario è sempre acceso in città e continua a dividere la politica e la comunità.

Dello spinoso argomento, infatti, si è tornato a parlare durante la recente manifestazione promossa da Cetraro in Azione, in cui l’ex consigliere di minoranza Giuseppe Aieta, ha attaccato duramente l’ex amministrazione comunale guidata dall’ex sindaco Ermanno Cennamo, accusandola di aver portato il paese nel baratro di una crisi senza precedenti.

Ma l’ex primo cittadino, nonostante sia lontano dalla sua città da un anno a causa di una brutta malattia dalla quale, fortunatamente, si è ripreso, non ci sta e a distanza di mesi dalla dichiarazione ufficiale di default, ritorna sull’argomento e, tramite Calabria Inchieste, replica ad Aieta.

L’ex sindaco intende fare chiarezza sulle cause e le implicazioni di una scelta, l’approvazione della dichiarazione del dissesto finanziario dell’ente, per una mole di circa cinque milioni di debiti, che ha scatenato feroci polemiche tra maggioranza e minoranza portando alla fine anticipata della consiliatura.

«Sono state dette soltanto bugie a non finire sulla questione del dissesto – replica l’ex sindaco Cennamo – Appena ci siamo insediati sono arrivati gli atti di pignoramento da parte dei creditori con il rischio di bloccare i conti dell’ente e non pagare più gli stipendi agli impiegati.

Gli ex consiglieri di minoranza dimenticano che durante la mia amministrazione abbiamo cercato di mettere a posto i conti del bilancio comunale che erano deficitari rispetto all’azione dell’amministrazione precedente  – puntualizza Cennamo – al punto che se la Corte dei Conti ci mette le mani seriamente non so cosa verrà a galla e chi dovrà pagare.

Con l’approvazione del dissesto finanziario la maggioranza si è assunta una grande responsabilità

Dal 2020, infatti, anno in cui abbiamo vinto le elezioni, fino al 2022 siamo stati nel pieno del Covid. Sono stati quasi due in cui il mondo si è fermato e di conseguenza anche il lavoro dell’amministrazione comunale.

Infatti, durante il lockdown non abbiamo potuto amministrare perché si lavorava in smart working e negli uffici c’era chi era assente perché aveva il covid. Assenti per lo stesso motivo anche il personale degli uffici della Regione Calabria, della Provincia e al Governo nazionale. Tutto si era fermato.

In queste condizioni di stop forzato come avremmo potuto accumulare cinque milioni di debiti? – si chiede l’ex sindaco – Se non avessimo approvato la dichiarazione di dissesto finanziario, proposto dalla responsabile del servizio Finanziario, Gabriella Scavella e anche dal revisore del conti, come unica soluzione all’indebitamento, la grave situazione dell’ente sarebbe stata comunicata al prefetto e non so cosa sarebbe successo.

In un primo momento – prosegue Cennamo – avevamo cercato di evitare il dissesto ricorrendo al predissesto, procedura per il rientro dei debiti che comporta meno restrizioni, così come avevano fatto altri comuni a noi vicini come Belvedere Marittimo, San Lucido ecc.

Purtroppo, nel novembre 2023 la sentenza della Cassazione ha fatto venir meno la copertura finanziaria garantita dalla contabilizzazione del Fondo di rotazione, bloccando di fatto il comune di Cetraro e tutti gli altri comuni che avevano scelto la strada del predissesto come alternativa al dissesto».

Quanto alle possibili soluzioni alternative per evitare il dissesto, di cui tanto parlava Aieta, Cennamo precisa che: «La minoranza è stata più volte invitata alle riunioni per cercare di trovare soluzioni alternative, ma non sono venuti fuori elementi tali che ci avrebbero permesso di evitare di ricorrere a questa procedura.

Altrimenti per quale motivo ci saremmo accollati debiti non nostri?  – si chiede ancora Cennamo – Quella del dissesto è stata l’unica strada percorribile per uscire da una situazione senza via di uscita che abbiamo percorso per il grandissimo senso di responsabilità che ci ha sempre contraddistinto e per l’amore verso il paese, consento di evitare disastri maggiori».

fiorellasquillaro@calabriainchieste.it