AMANTEA (Cs) – Dopo quanto accaduto oggi, nella seduta di consiglio comunale ad Amantea, che ha visto altri due componenti di maggioranza rimettere le deleghe nelle mani del sindaco, sono partiti in città i confronti tra più consiglieri comunali per decidere sulla mozione di sfiducia al sindaco Vincenzo Pellegrino ed ai suoi restanti “7 fedelissimi”.
Al momento, da quanto appreso, il problema non sarebbero i consiglieri di maggioranza, ma convincere quei componenti di minoranza che sarebbero ancora intenzionati a tenere sulla poltrona il sindaco.
C’è molta tensione e rabbia per l’approvazione del consuntivo che, per chi ha dato voto contrario, potrebbe sortire degli effetti devastanti per tutta la Comunità. Ecco perché sarebbe giunto il momento di mettere la parola fine a una consiliatura che, in tre anni, non ha prodotto nulla se non far lievitare ulteriormente un debito già molto gravoso per l’Ente locale.
in merito il Partito democratico, di cui è segretario Enzo Giacco, ha le idee molto chiare: il sindaco deve far sapere alla città se può ancora contare sulla maggioranza oppure no.
«È assolutamente chiaro quanto avvenuto oggi in Consiglio comunale.
La maggioranza Pellegrino – che di fatti non c’è più – si è sgretolata dinnanzi a un rendiconto della gestione 2024 che presenta un disavanzo più che preoccupante. Un esito della gestione che si tradurrà in un ulteriore riduzione di servizi al cittadino», ha esordito il Pd.
Già da tempo «Pellegrino non è maggioranza in città. Lo abbiamo detto in tutti i modi. E solo chi non voleva vedere ha fatto finta di nulla. L’ideatore della lista NeaPolis Salvatore Campanella ha lasciato da tempo la maggioranza. Il giovane Andrea Perciavalle si è dimesso un anno addietro. Orazio Mannarino ha sbattuto la porta sin da subito, mettendo in nero su bianco limiti e lacune. Ma da oggi Pellegrino non è più maggioranza neppure in Consiglio. Perché Arturo Suriano, che si è dimesso da Capogruppo, e Alessia Martire hanno votato contro il rendiconto della gestione 2024, di fatto mandando Pellegrino sotto la soglia psicologica dei 9 consiglieri. Entrambi, tra l’altro, hanno riconsegnato le deleghe. Di fatto dichiarando una asetticità rispetto all’amministrazione».
Da tre anni «come Circolo denunciamo tale degenerazione. E da tre anni, per più in completa solitudine (perché gran parte della minoranza ha sostenuto la maggioranza, sembra un ossimoro), la nostra Consigliera Emilia Di Tanna svolge il ruolo di oppositrice di questo governo comunale. Una funzione di garanzia democratica. La sua puntuale e dettagliata relazione odierna, allegata agli atti dell’Assise, ne è un esempio e rappresenterà una memoria rispetto agli esiti inconcludenti dell’esperienza Pellegrino».
Ora, per il Pd «è necessario aprire una crisi di maggioranza. Non ci si può più nascondere. È finito il tempo dei monologhi. Pellegrino deve rendicontare al popolo se può ancora contare su una maggioranza in Consiglio oppure no. E lo deve fare in tempi ragionevoli. Perché in democrazia se non si hanno i numeri bisogna restituire la parola ai cittadini, oggi scoraggiati dall’illusione lunare pubblicizzata per vincere le elezioni tre anni addietro».
stefaniasapienza@calabriainchieste.it









































