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La festa col fresco: a “Cerasuolo” si celebra la Beata Elena Aiello tra fede, memoria e tradizione

Nel cuore dell’estate sanlucidana, la contrada più alta del paese rinnova la devozione alla beata calabrese con riti religiosi, arte, gastronomia e una mostra che riaccende i ricordi della ferrovia del passato

Immagine delle precedente edizione

SAN LUCIDO (Cs) – Quando l’estate tira il fiato e la brezza di montagna accarezza le alture, a San Lucido la festa non si ferma: si sposta semplicemente più in alto.

A Cerasuolo, contrada arroccata tra cielo e mare al confine con Falconara Albanese, l’ultimo fine settimana di luglio è da sempre un appuntamento che unisce sacro e profano, memoria e convivialità.

Anche quest’anno, il 26 e 27 luglio, la comunità si stringe intorno alla figura della Beata Elena Aiello per rendere omaggio alla sua testimonianza spirituale e alla cultura di un territorio che non dimentica le sue radici.

La festa in onore della Beata calabrese – beatificata da Benedetto XVI nel 2011 – è diventata nel tempo uno degli eventi più sentiti della costa tirrenica cosentina.

Cerasuolo, con la sua posizione privilegiata e l’anima contadina, regala un’atmosfera unica: lontana dal caos balneare, immersa in un paesaggio rurale che conserva ancora intatti i tratti dell’antica vita di paese.

Il programma di quest’anno è stato curato con particolare attenzione dagli abitanti della contrada, che con spirito di servizio e forte senso di appartenenza hanno organizzato una due giorni densa di appuntamenti. Oltre ai tradizionali riti religiosi, momento centrale di devozione e raccoglimento, sono previsti spettacoli musicali, giochi per bambini e attrazioni popolari.

Sabato 26 luglio, il pubblico potrà assistere allo spettacolo teatrale “Punasuli” di Alessandro Sessa, messo in scena dalla compagnia Arte in Vivo: un racconto che intreccia emozioni e identità, proprio come la festa che lo ospita.

Accanto all’intrattenimento, il palato troverà il suo spazio nella consueta sagra gastronomica, dove il protagonista sarà “u cuddruriaddru”, il tipico dolce fritto calabrese preparato secondo la tradizione, affiancato da piatti che parlano la lingua antica della cucina povera, autentica e saporita.

Non mancherà, per gli amanti della memoria e delle storie d’altri tempi, la mostra fotografica “In viaggio da San Lucido: dal vapore alla littorina”, che ripercorre il vecchio tragitto ferroviario verso Cosenza, ormai dismesso da anni. Un viaggio nei ricordi per chi, da emigrante o pendolare, ha vissuto le tratte a bordo del treno a vapore prima, e della littorina poi. Un tuffo nel passato che diventa omaggio a una generazione silenziosa, che ha costruito molto lontano dalle luci dei riflettori.

Chiuderà la festa una parata pirotecnica, spettacolo tanto atteso quanto simbolico, che suggellerà con una scia luminosa la devozione dei cerasuolesi e l’impegno degli organizzatori, attenti anche alla logistica: sarà infatti attivo un servizio navetta dal centro cittadino di San Lucido fino alla contrada, con l’invito – non banale – a vestirsi in modo adeguato per affrontare le temperature più fresche dell’altura.

Cerasuolo non è solo una festa: è un presidio culturale, una microcomunità che ogni anno riesce a tenere vivo ciò che altrove si perde. Nella cornice delle celebrazioni per la Beata Elena Aiello si intrecciano fede, teatro, cucina e memoria collettiva. In un’epoca dove tutto corre, Cerasuolo sceglie di rallentare e di ricordare. Con passo fermo e spirito semplice. Perché le radici non si celebrano: si vivono.

Immagine delle precedente edizione