COSENZA – La questione dei Tirocinanti di Inclusione Sociale (TIS) torna ad accendere il dibattito politico a Cosenza. Con un comunicato congiunto, i consiglieri comunali di minoranza denunciano apertamente l’atteggiamento dell’amministrazione guidata dal sindaco Franz Caruso, accusata di ostacolare la stabilizzazione di 32 lavoratori che da un decennio prestano servizio nel Comune.
Il casus belli è la mancata adesione, da parte dell’amministrazione comunale, alla manifestazione di interesse promossa dalla Regione Calabria, che consentirebbe di regolarizzare la posizione lavorativa dei tirocinanti.
“Caruso si arroga competenze che non ha”
Il documento firmato da nove consiglieri dei gruppi di opposizione non risparmia toni duri. «Il sindaco – si legge – si è arbitrariamente posto a capo di un ambito di cui non ha competenza, nascondendo l’inerzia dell’ente dietro presunte criticità generali».
Secondo la minoranza, il Comune di Cosenza «possiede tutte le condizioni — economiche e giuridiche — per procedere alla stabilizzazione. A mancare sarebbe la volontà politica. Si specula sulla situazione degli altri enti per non agire verso i propri tirocinanti», affermano i firmatari del comunicato, Francesco Caruso, Francesco Cito, Giuseppe d’Ippolito, Alfredo Dodaro, Francesco Luberto, Ivana Lucanto, Antonio Ruffolo, Francesco Spadafora, Michelangelo Spataro.
I chiarimenti della Regione smentiscono gli alibi
«Un passaggio chiave è rappresentato dai recenti chiarimenti inviati dalla Regione Calabria. La delibera regionale ha infatti rafforzato la dotazione finanziaria a disposizione per le stabilizzazioni, fugando — secondo l’opposizione — molte delle “perplessità sollevate da alcuni sindaci della provincia. La Regione ha chiarito risorse e percorso. Ora il Comune non ha più scuse», sostengono i consiglieri, sottolineando che la partita è ancora tutta da giocare, ma serve una volontà ferma per evitare che una chance storica venga dissipata.
Un impegno che diventa banco di prova politico
Per l’opposizione, quella dei Tis è diventata la cartina al tornasole dell’intera gestione Caruso: «I cosentini giudicheranno se l’amministrazione saprà cogliere questa opportunità o se preferirà continuare a speculare sulla pelle di chi lavora con dedizione per la nostra comunità».
L’appello è chiaro: partecipare senza tentennamenti alla manifestazione di interesse regionale, perché «il rispetto degli impegni verso chi ha servito Cosenza con lealtà e professionalità è ormai un dovere morale, prima ancora che amministrativo».
Il futuro di 32 lavoratori che da anni svolgono funzioni essenziali rischia di dipendere da logiche che poco hanno a che fare con i loro diritti. In un momento in cui i Comuni lamentano carenza di personale, rinunciare a risorse già formate, disponibili e sostenute dalla Regione appare come un controsenso amministrativo e umano.









































