Home Politica Tridico accusa Occhiuto: «Si è candidato solo per sottrarsi ai giudici»

Tridico accusa Occhiuto: «Si è candidato solo per sottrarsi ai giudici»

Il capodelegazione M5S al Parlamento europeo attacca il presidente della Calabria: «S'è dimesso e ricandidato solo per evitare la magistratura». E rilancia la sfida del campo largo in vista delle Regionali 2026

Pasquale Tridico

ROMA – In Calabria si alza il tono dello scontro politico. Al centro del dibattito, la discussa ricandidatura del presidente della Regione, Roberto Occhiuto. Una mossa che Pasquale Tridico, europarlamentare e capodelegazione M5S, giudica senza mezzi termini come una “fuga dalla giustizia”. Secondo Tridico, intervistato su La Stampa da Alessandro Di Matteo, le dimissioni e ricandidatura dell’ex governatore calabrese non risponderebbe a logiche politiche, bensì alla necessità di sottrarsi a procedimenti giudiziari.

Il contesto è incandescente: Occhiuto ha lasciato anzitempo la presidenza a un anno dalla scandenza naturale del mandato. La mossa è stata letta da molti osservatori come un colpo di scena strategico, con potenziali riflessi giudiziari e politici.

Per Tridico, il comportamento dell’ex presidente è l’emblema di una politica che guarda più agli interessi personali che al bene comune. «Occhiuto non sta sfidando le opposizioni, ma la magistratura».

Ha ricevuto un avviso di garanzia dalla magistratura e teme che sarebbero potuti arrivare ulteriori provvedimenti, è il sospetto che le opposizioni, in questi giorni, stanno rendendo noto.

Un’accusa pesante, che – tornando a Tridico – si inserisce nel più ampio contesto di rilancio del Movimento 5 Stelle in Calabri con lo stesso Tridico che si propone come figura centrale del cosiddetto “campo largo”, l’alleanza progressista in costruzione con PD e forze civiche.

Il Movimento 5 Stelle sta anche pensando a un ricorso al TAR contro l’indizione delle elezioni in autunno, ritenendo l’iter accelerato e forzato. Si tratterebbe, infatti, di una manovra orchestrata per impedire un vero confronto democratico e favorire la continuità di potere di centrodestra, che punta a proporre come candidato alla presidenza lo stesso Occhiuto.

L’ex presidente dell’INPS si dice pronto a “dare un contributo alla Calabria”, senza sbilanciarsi apertamente su una sua possibile candidatura alla presidenza regionale. Tuttavia, rivendica il ruolo di punto di riferimento per l’area progressista, in una regione dove la lotta per la legalità e contro il clientelismo deve essere una priorità assoluta.

Tridico si dice fiducioso nella possibilità di creare una coalizione ampia, capace di mettere insieme tutte le forze che si oppongono al malaffare e al potere opaco che ha segnato la Calabria. E invita i cittadini a non rassegnarsi.

Lo scontro Tridico-Occhiuto è solo la punta dell’iceberg di una partita che si gioca su più livelli: politico, istituzionale e giudiziario. La Calabria, terra da sempre cruciale per equilibri nazionali e ora anche europei, si prepara a una nuova stagione elettorale incerta e complessa. In questa fase, più che mai, saranno i cittadini a dover scegliere se proseguire su una strada di continuità o affidarsi a nuove proposte di cambiamento.