FUSCALDO (CS) – Una bravata che poteva trasformarsi in tragedia. È quanto accaduto questa mattina lungo la costa tirrenica cosentina, dove tre giovani hanno rubato un’imbarcazione a motore ormeggiata a Fuscaldo, spingendosi poi al largo di Guardia Piemontese in una serie di manovre azzardate che hanno messo a rischio non solo la loro incolumità, ma anche quella dei bagnanti presenti nei lidi della zona.

La dinamica del furto

Secondo le prime ricostruzioni, i tre si sarebbero impossessati del natante all’alba, approfittando della quiete del porto locale. Una volta acceso il motore, si sono diretti verso nord, attirando l’attenzione di diversi testimoni che hanno notato le loro evoluzioni spericolate nei pressi della costa. “Sfrecciavano a pochi metri dalla riva, incuranti delle persone che stavano già facendo il bagno”, ha raccontato un bagnante.

L’avventura dei tre è durata poco. Una volta terminato il carburante, i giovani hanno deciso di abbandonare la barca, lasciandola alla deriva. Il mezzo, semiaffondato, è stato rinvenuto solo in seguito grazie all’intervento congiunto delle autorità.

Il proprietario: un ufficiale dei Carabinieri in congedo

A denunciare l’accaduto è stato lo stesso proprietario dell’imbarcazione, un ufficiale dei Carabinieri in pensione, che si è rivolto immediatamente ai militari della stazione di Fuscaldo e ha allertato la Guardia Costiera di Cetraro. Quest’ultima ha inviato un equipaggio esperto, impegnato nelle ricerche non solo dell’imbarcazione, ma anche degli oggetti dispersi in mare durante l’abbandono.

Dopo alcune ore di perlustrazione, il battello è stato localizzato e recuperato. Fortunatamente non si registrano danni a persone, ma il mezzo ha riportato seri danni strutturali a causa dell’acqua imbarcata.

Indagini in corso

Le forze dell’ordine hanno avviato un’indagine per risalire ai responsabili. Si tratta con tutta probabilità di tre giovani del posto, la cui identificazione è ora al centro dell’attività investigativa.

Le accuse che potrebbero essere formulate vanno dal furto aggravato ai reati di danneggiamento e messa in pericolo della pubblica incolumità. Non è escluso che possano scattare anche sanzioni amministrative legate alle norme sulla navigazione da diporto.

Il contesto: sicurezza e responsabilità

L’episodio riporta l’attenzione sulla sicurezza in mare e sulla necessità di una maggiore responsabilizzazione, soprattutto tra i più giovani. Ogni anno, lungo le coste italiane, si registrano incidenti causati da imprudenze o comportamenti illeciti che mettono a repentaglio la vita di chi naviga e di chi frequenta le spiagge.

Le autorità marittime ricordano che la navigazione a motore entro i 200 metri dalla riva è vietata, salvo nei corridoi di lancio, e che il rispetto delle regole non è soltanto un obbligo giuridico, ma anche una tutela per tutti.

Una vicenda che lascia l’amaro in bocca

Il gesto avventato dei tre giovani ha avuto conseguenze che avrebbero potuto essere ben più gravi. A salvarli è stato solo il caso: il motore fermo, la decisione di abbandonare l’imbarcazione e l’intervento tempestivo delle forze dell’ordine hanno impedito che la vicenda si trasformasse in tragedia. Ora resta l’attesa di conoscere l’identità dei responsabili e le misure che verranno adottate nei loro confronti.