Home Calabria “Il Monaco degli ultimi”: omaggio concreto alla memoria di Padre Fedele Bisceglia

“Il Monaco degli ultimi”: omaggio concreto alla memoria di Padre Fedele Bisceglia

La richiesta dell’Associazione Azimut Napoli invita a trasformare il ricordo accolto nel cuore della città in gesti duraturi di riconoscenza pubblica

Padre Fedele

NAPOLI – A metà agosto, incrociando la festa dell’Assunzione, si è conclusa la vita terrena di Padre Fedele Bisceglia – affettuosamente noto come “il Monaco” –, figura carismatica e silenziosa testimone di dedizione verso i più vulnerabili. (https://www.calabriainchieste.it/2025/08/13/e-morto-padre-fedele-il-pastore-degli-ultimi-una-vita-donata-alla-carita/) A Napoli, sua città adottiva sin dal 1972, l’Associazione Azimut Napoli, guidata da Arturo Stenio Vuono, pubblica una lettera aperta alla testata Calabria Inchieste: un invito a trasformare il ricordo in azioni reali.

Di seguito, le proposte – concrete e misurate – che meritano attenzione e riflessione.

La figura simbolica di Padre Fedele

Padre Fedele trascorse gli anni della giovinezza nel Terz’Ordine dei Cappuccini e nella Gi.Fra.: esperienze formative che ne fecero un riferimento spirituale e morale per generazioni locali. Vuono ricorda che “Padre Fedele già era per noi un’icòna” e rappresenta “il Monaco degli ultimi e degli invisibili” – un testimone di un’epoca che, insieme a lui, sembra ormai tramontata.

Tre iniziative immediate per ricordarlo

La lettera al Direttore suggerisce tre interventi concreti, facilmente realizzabili:

  • Una scultura al Museo all’Aperto Bilotti (MAB) di Cosenza, lungo Corso Mazzini: una vetrina urbana vivace e simbolicamente ricca, dove arte contemporanea dialoga con i cittadini  .
  • Cointestazione dello stadio Comunale San Vito “Gigi Marulla”: un gesto che lega lo sport – e con esso l’identità collettiva e il divertimento – al nome di chi fu “il Monaco degli ultimi”.
  • Una targa nel Convento dei Cappuccini: luogo di silenzio, di spiritualità e di memoria, appropriato per un omaggio discreto ma duraturo.

Quale valore aggiunto per la città e oltre

  • Valorizzazione culturale: collocare una scultura di Padre Fedele nel MAB non significa solo onorare la sua persona, ma inserirla nell’arazzo artistico e urbano di Cosenza, città da sempre attenta alla cultura condivisa.
  • Partecipazione e memoria collettiva: cointestare lo stadio rafforza il legame tra la comunità e i valori incarnati da “il Monaco”, mentre una targa nei Cappuccini richiama la dimensione spirituale che ha accompagnato la sua vita.
  • Equilibrio istituzionale: Vuono precisa che “decisioni afferenti l’obbligo di totale e doverosa riparazione tocchino alla Chiesa”; le sue proposte, invece, riguardano ambiti civici e sportivi, aprendo un canale concreto di partecipazione comunale, sportiva e religiosa.

Un modello di memoria attiva

Questo approccio unisce passato, presente e futuro: ricostruisce la memoria di un uomo, trasforma il ricordo in segni visibili, e offre alla cittadinanza la possibilità di custodire valori essenziali – compassione, sacrificio, vicinanza agli ultimi – attraverso luoghi condivisi.

La lettera di Arturo Stenio Vuono non è solo un commosso ricordo personale, ma un’invocazione responsabile a tramandare una figura carismatica con gesti concreti, non effimeri. L’arte, lo sport, la memoria religiosa si fondono in tre proposte di facile realizzazione, capaci di restituire alla città e alle istituzioni non solo un nome, ma un esempio. Che questi suggerimenti possano germogliare presto, come semi di comunità e riflessione.