ROCCELLA IONICA (RC) – Una mattinata di agosto, di quelle che sembrano uguali a tante altre, si è trasformata in tragedia sulla spiaggia di Roccella Ionica. Davanti a decine di bagnanti, il dottor Paolo Coluccio, 48 anni, ha perso la vita colpito da un malore improvviso. Nonostante il rapido intervento dei sanitari e l’arrivo dell’elisoccorso, ogni tentativo di rianimarlo si è rivelato vano.
Originario proprio di Roccella, Coluccio viveva da tempo in Emilia-Romagna, dove ricopriva l’incarico di dirigente medico veterinario presso l’Ausl di Modena. Aveva scelto, come ogni estate, di tornare nella sua terra per trascorrere alcuni giorni di vacanza. Il mare che lo aveva visto crescere è diventato, in maniera crudele, il teatro del suo ultimo respiro.
Una comunità sotto shock
La notizia ha rapidamente fatto il giro della cittadina ionica, lasciando sgomento e dolore. Coluccio era molto legato alla sua città natale, dove tornava regolarmente nonostante la carriera lo avesse portato lontano.
Gli stabilimenti balneari vicini al luogo del malore sono stati testimoni della disperata corsa dei soccorsi. Decine di persone hanno assistito attonite alla scena, in un silenzio irreale rotto solo dal fruscio dell’elicottero. Un dramma improvviso che ha scosso non solo i presenti, ma anche quanti hanno appreso la notizia nelle ore successive.
Il dottor Coluccio, laureatosi in Medicina Veterinaria, aveva costruito una carriera solida all’interno del servizio sanitario pubblico. La sua esperienza era riconosciuta dai colleghi, che lo ricordano come un uomo competente, rigoroso e profondamente dedito alla tutela della salute animale e, di riflesso, a quella pubblica.
Negli ultimi anni, aveva preso parte a diversi progetti dell’Ausl di Modena, legati al controllo sanitario e alla sicurezza alimentare.
Questa tragedia riaccende anche il tema, purtroppo sempre attuale, delle morti improvvise dovute a malori estivi, spesso legati al caldo intenso o a patologie sottovalutate. Secondo i dati del Ministero della Salute, ogni anno in Italia si registrano centinaia di casi simili, che avvengono in contesti quotidiani e familiari come spiagge, giardini o strade cittadine.
Il caso del dottor Coluccio ricorda quanto la prevenzione e la tempestività dei soccorsi siano fondamentali, ma anche come esistano situazioni in cui la medicina, pur con tutte le sue risorse, non riesce a vincere contro la fragilità umana.









































