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Paola, il Comune ricorre in appello contro la sentenza del Tribunale: al centro la vicenda con Pubbliemme

La Giunta municipale approva all’unanimità il mandato al Sindaco per impugnare la decisione che condanna l’Ente al pagamento di oltre 200 mila euro

PAOLA (CS) – Il Comune di Paola non intende arrendersi e sceglie la via dell’appello. Con delibera n. 48 del 2 settembre 2025, la Giunta municipale ha autorizzato il Sindaco Roberto Perrotta a proporre ricorso contro la sentenza n. 531/2025 del Tribunale di Paola, pubblicata lo scorso 26 maggio. La decisione, che vede coinvolta la società Pubblieemme S.r.l., impone infatti all’Ente un esborso rilevante, giudicato eccessivo e meritevole di revisione nelle sedi superiori.

La sentenza di maggio

Il contenzioso trae origine da una citazione notificata al Comune il 14 febbraio 2019, con cui Pubblieemme contestava un presunto inadempimento contrattuale. Dopo un lungo iter processuale, il Tribunale ordinario di Paola, sezione civile, si è pronunciato accogliendo in larga parte le richieste della società.

Il dispositivo condanna il Comune a:

  • versare 144.000 euro per i costi di realizzazione degli impianti pubblicitari;
  • corrispondere ulteriori 80.000 euro per mancato guadagno, oltre interessi e spese di legge;
  • pagare le spese di giudizio sostenute dalla controparte.

È stata invece rigettata la domanda riconvenzionale avanzata dall’Ente, che chiedeva il risarcimento dei danni d’immagine per l’asserita inadempienza della società.

La scelta dell’appello

La Giunta, dopo avere acquisito i pareri di regolarità tecnica e contabile, ha stabilito di resistere in giudizio anche nel secondo grado. L’atto deliberativo conferisce al Sindaco il mandato a proporre appello davanti alla Corte d’Appello di Catanzaro, ritenendo la sentenza del Tribunale suscettibile di essere riformata.

L’Assessorato al Contenzioso, nella proposta approvata, sottolinea che «la decisione presenta profili di iniquità e di eccessiva penalizzazione per le casse comunali», ritenendo pertanto «indispensabile un nuovo vaglio da parte della magistratura superiore».

I costi della difesa

Il nuovo incarico di patrocinio legale è stato quantificato in 3.473 euro, oltre spese generali, CPA e oneri fiscali. L’importo sarà imputato al bilancio di previsione 2025/2027, garantendo la copertura finanziaria necessaria a sostenere il percorso processuale.

Il legale incaricato sarà individuato dal Settore Contenzioso, con cui verrà approvata la relativa convenzione. La delibera è stata dichiarata immediatamente esecutiva.

Continuità e cautela

Il Comune di Paola motiva la scelta di appellarsi anche con la necessità di «assicurare una linea difensiva di continuità e di salvaguardia delle risorse pubbliche». Nella relazione introduttiva si richiama inoltre la giurisprudenza del Consiglio di Stato, che negli anni ha invitato le amministrazioni a un uso prudente delle transazioni, valutando attentamente l’opportunità di difendere le proprie posizioni davanti ai giudici.

Una vicenda di lunga durata

La controversia con Pubblieemme si trascina da oltre sei anni, avendo avuto origine nel 2019. La sentenza di primo grado, notificata formalmente al Comune di Paola il 6.06.2025, ha riacceso l’attenzione della comunità locale sui costi delle cause civili e sull’impatto delle stesse sui bilanci comunali.

La scelta di ricorrere in appello rappresenta dunque un passaggio cruciale: non solo per la difesa delle ragioni del Comune, ma anche per le possibili ricadute finanziarie e politiche in un contesto in cui le risorse disponibili restano limitate.

La vicenda dimostra ancora una volta quanto i contenziosi tra amministrazioni pubbliche e società private possano incidere sulla gestione delle finanze locali. La decisione della Giunta di Paola, compatta nel voler ricorrere in appello, si muove lungo la sottile linea che separa la difesa del patrimonio comunale dall’esigenza di evitare un aggravio di spese legali. Sarà ora la Corte d’Appello a stabilire se la città tirrenica dovrà sostenere l’onere stabilito in primo grado o se potrà ottenere una revisione della sentenza.