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Rapine e assalti a gioiellerie: cinque misure cautelari nel blitz che ha interessato diverse aree della Campania e del Lazio

Operazione dei Carabinieri di Marcianise: smantellato un gruppo criminale accusato di colpi armati tra Napoli e il Casertano. Le indagini coordinate da Pierpaolo Bruni hanno ricostruito il modus operandi e collegato i sospettati a diverse azioni violente

Il procuratore capo di Santa Maria Capua Vetere, Pierpaolo Bruni

SANTA MARIA CAPUA VETERE – Un’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, guidata dal magistrato calabrese Pierpaolo Bruni, ha portato all’esecuzione di cinque misure cautelari – tre in carcere e due ai domiciliari – nei confronti di altrettanti indagati accusati di una serie di reati gravi: rapina consumata e tentata rapina aggravata, furto, ricettazione, detenzione e porto abusivo di armi.

Il provvedimento, emesso dal G.I.P. di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della Procura, è stato eseguito dai militari della Compagnia Carabinieri di Marcianise con un blitz che ha interessato diverse aree della Campania e del Lazio, tra cui Caivano (Parco Verde), Napoli Secondigliano, Arzano, Aversa, Orta di Atella e Fondi (LT).

Secondo quanto emerso, il gruppo criminale si muoveva con modalità collaudate: i rapinatori agivano a bordo di autovetture con targhe rubate, travestiti con maschere integrali e passamontagna, e facevano irruzione armati di pistole e fucili. Le vittime venivano immobilizzate e costrette a consegnare gioielli e denaro.

Il fatto più grave contestato risale ad aprile 2024, quando la banda avrebbe messo a segno una rapina in pieno giorno ai danni di una nota gioielleria di Marcianise, portando via un bottino stimato in oltre 63.000 euro.

Le indagini, condotte dalla Sezione Operativa della Compagnia di Marcianise, hanno permesso anche di attribuire agli stessi indagati una tentata rapina ai danni di un gestore di autolavaggio del Napoletano, colpo che non sarebbe riuscito per cause indipendenti dal loro controllo.

Gli investigatori hanno documentato con precisione il “modus operandi” dei sospettati, delineando un quadro accusatorio che ha portato all’emissione delle misure cautelari. Il provvedimento, pur emesso in fase ancora preliminare, rappresenta l’epilogo di una complessa attività investigativa, frutto di pedinamenti, analisi dei filmati di videosorveglianza e riscontri incrociati.

Gli arrestati, alcuni dei quali già noti alle forze dell’ordine, sono stati condotti nelle rispettive abitazioni o nelle case circondariali competenti, dove rimarranno a disposizione dell’autorità giudiziaria.

L’operazione rappresenta un ulteriore segnale dell’attenzione investigativa verso i fenomeni di criminalità predatoria che colpiscono commercianti e imprenditori locali, minando la sicurezza economica e sociale dei territori. Le indagini confermano come le rapine, spesso considerate episodi isolati, siano in realtà il frutto di organizzazioni strutturate, capaci di muoversi tra più province con tecniche violente e mirate.