COSENZA – Tredici ambulanze ferme davanti al pronto soccorso dell’Ospedale dell’Annunziata di Cosenza. Una scena che, nelle ultime ore, è diventata il simbolo del collasso del sistema sanitario d’emergenza in Calabria. Alle denunce del sindaco Franz Caruso e del consigliere comunale e provinciale Giuseppe Ciacco, si aggiunge quella del movimento Calabria per Tridico che interviene chiedendo un atto concreto: “Il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, emetta un’ordinanza urgente affinché l’Asp ripristini immediatamente la piena funzionalità delle tredici ambulanze bloccate”.
La richiesta, formalizzata attraverso una nota del movimento, chiama in causa direttamente il ruolo istituzionale del primo cittadino: “Il sindaco – si legge – è la prima autorità sanitaria locale e, come tale, può e deve intervenire con urgenza di fronte a una situazione che mette a rischio la salute pubblica”.
Il potere d’ordinanza del sindaco: quando la politica può agire
La posizione del movimento che ha sostenuto alle elezioni Pasquale Tridico, ex presidente dell’INPS e attuale figura di riferimento nazionale per un’area progressista e civica, si fonda su un principio giuridico preciso: il sindaco è la prima autorità sanitaria del territorio.
In base all’articolo 50 del Testo unico degli enti locali (D.Lgs. 267/2000), infatti, il sindaco può adottare ordinanze contingibili e urgenti in materia di igiene e sanità pubblica, “al fine di prevenire e eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità dei cittadini”.
“Quella delle ambulanze ferme – spiega Calabria per Tridico – è una minaccia diretta alla sicurezza sanitaria della popolazione. Per questo chiediamo al sindaco Caruso di esercitare fino in fondo le sue prerogative e di imporre all’Azienda sanitaria provinciale un intervento immediato”.
Un’azione che, nelle intenzioni del movimento, non avrebbe solo valore pratico, ma anche simbolico: “Sarebbe un segno importante di discontinuità e di responsabilità istituzionale – aggiunge la nota – di fronte a una gestione della sanità che si mostra sempre più confusa e inefficiente”.
Le 13 ambulanze ferme: sintomo di un sistema al collasso
Dietro l’immagine drammatica delle sirene spente c’è un problema strutturale: mancanza di personale medico a bordo delle ambulanze, valutazioni cliniche inadeguate e accessi inappropriati. Tutti fattori che si sommano a una cronica carenza di posti letto e a un sistema di emergenza territoriale ormai al limite.
Calabria per Tridico, in questo contesto, rilancia la richiesta di un cambio di passo: “Non è più tollerabile che la vita dei cittadini dipenda dall’inerzia gestionale. Occorre un atto immediato, anche a costo di forzare le resistenze burocratiche”.
L’appello alla responsabilità istituzionale
Il movimento insiste su un punto politico e morale: la responsabilità del sindaco come figura garante della salute pubblica. “Caruso – si legge nella dichiarazione – può trasformare la protesta in un gesto di governo, assumendo una posizione netta contro il disordine organizzativo che sta paralizzando il 118 e il pronto soccorso dell’Annunziata”.
L’appello, dunque, non è solo tecnico ma civico: “In un momento in cui la fiducia dei cittadini nelle istituzioni è fragile – conclude Calabria per Tridico – la politica deve tornare a essere esempio di azione e di cura. Non si può restare spettatori mentre l’assistenza d’urgenza implode”.
Un segnale atteso da tutta la Calabria
La proposta di Calabria per Tridico potrebbe aprire un fronte di confronto più ampio, coinvolgendo anche gli altri sindaci della provincia e della regione.
Già nei mesi scorsi, diverse amministrazioni comunali avevano segnalato criticità nei servizi di emergenza, chiedendo maggiore autonomia decisionale e un miglior coordinamento tra Asp e presidi ospedalieri.
Se il sindaco di Cosenza decidesse di agire, l’ordinanza – oltre a ripristinare un servizio essenziale – potrebbe diventare un precedente politico importante, spingendo anche altri territori a far valere le proprie competenze in materia sanitaria.
Un gesto, insomma, che andrebbe oltre l’emergenza contingente, segnando un punto di svolta in una regione che da anni attende una sanità efficiente, trasparente e realmente al servizio dei cittadini.
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