SANTA MARIA DEL CEDRO (Cs) – Un’auto civetta, una denuncia pubblica e un’accusa che scuote il municipio di Santa Maria del Cedro.
Secondo quanto reso noto dal gruppo consiliare di opposizione “Insieme per il Futuro”, il sindaco del Comune tirrenico, l’avvocato penalista Ugo Vetere, utilizzerebbe regolarmente per fini personali un’autovettura di servizio destinata esclusivamente al Corpo di Polizia Locale. Il caso, definito dai consiglieri “uno scandalo che offende la trasparenza amministrativa”, rischia di trasformarsi in una questione giudiziaria.
La vicenda prende le mosse da un atto ufficiale: la Determinazione n. 53 del 27 dicembre 2022, con la quale il Comune ha acquisito una Toyota Prius, espressamente indicata come “veicolo civetta” per i servizi di polizia locale. Un’auto, dunque, non riconoscibile come mezzo d’istituto e destinata unicamente all’attività degli agenti municipali.
Nella nota diffusa alla stampa, i rappresentanti di Insieme per il Futuro parlano senza mezzi termini di “abuso reiterato” da parte del primo cittadino. “È sotto gli occhi di tutti – affermano – che il sindaco Vetere utilizza quotidianamente la vettura del Corpo di Polizia Locale come fosse la sua auto personale”.
Secondo quanto denunciato, il veicolo sarebbe stato visto più volte nei pressi dell’abitazione privata del sindaco, presso il suo studio professionale, all’ufficio postale e perfino in occasione di spostamenti verso il Tribunale o il carcere. “Un comportamento – sottolinea l’opposizione – in evidente violazione della normativa che regola l’uso dei mezzi di servizio”.
Il regolamento comunale, ricordano i consiglieri di minoranza, stabilisce in modo inequivocabile che:
- il veicolo è destinato esclusivamente all’uso del personale della Polizia Locale;
- può essere condotto solo da agenti muniti di patente idonea;
- è vietata la guida da parte di personale non autorizzato.
Sebbene il sindaco, in quanto ufficiale di polizia giudiziaria, abbia competenze di coordinamento e vigilanza, non gli è consentito – secondo la disciplina vigente – guidare direttamente o disporre per uso personale di mezzi di polizia speciale o “civetta”.
La denuncia solleva inoltre un interrogativo di natura economica: “Il carburante impiegato per questi spostamenti – si chiedono i consiglieri – è pagato di tasca propria o con fondi pubblici? I cittadini hanno diritto di sapere come vengono utilizzate le risorse comunali”.
Il gruppo “Insieme per il Futuro” non usa mezzi termini: l’uso privato di un bene pubblico, sottolineano, “potrebbe configurare un reato di peculato, perseguibile penalmente”. Per questo motivo, gli esponenti della minoranza invitano la cittadinanza a segnalare eventuali episodi simili, anche documentandoli con fotografie o video, “affinché – si legge nella nota – nessun abuso resti impunito”.
Trattasi, chiaramente, di una accusa politica di parte, non vagliata né riscontrata da organi competenti.
“Abbiamo scelto di rendere pubblica questa vicenda – prosegue il comunicato – per responsabilità verso i cittadini e rispetto delle istituzioni. Non si può restare in silenzio di fronte a un comportamento che mina la credibilità dell’Ente e alimenta la sfiducia nella politica locale”.
Al momento, dal municipio non sono giunte dichiarazioni ufficiali in merito alle accuse. Intanto la nota politica sta circolando rapidamente, alimentando un acceso dibattito in paese e sui social network, dove i cittadini si dividono tra indignazione e cautela.
Il caso, in attesa di chiarimenti formali, riporta al centro una questione di principio: il confine tra funzione pubblica e interesse privato.
In un tempo in cui la trasparenza è – o dovrebbe essere – il primo dovere di chi amministra, anche un singolo gesto può pesare come un macigno sulla fiducia dei cittadini. Santa Maria del Cedro attende ora risposte chiare, perché la credibilità delle istituzioni si misura anche da come si gestiscono le piccole, ma emblematiche, vicende quotidiane.









































