AIETA (Cs) – L’avvio dei lavori al cimitero comunale di Aieta segna un passo decisivo nella gestione dei servizi essenziali per la comunità. Il progetto, atteso da tempo e finanziato attraverso un contributo regionale intercettato dalla Giunta guidata dal sindaco Pasquale De Franco, punta a rispondere con efficacia alle esigenze del territorio, garantendo nuovi loculi e una programmazione ordinata per gli anni a venire. Un intervento di infrastrutturazione “silenzioso” ma fondamentale, soprattutto in piccoli comuni dove la capacità di pianificare risorse e spazi assume un valore strategico per la qualità dei servizi offerti ai cittadini.
Il cantiere è stato avviato nei giorni scorsi e rappresenta, come sottolineano dal Municipio, un risultato amministrativo figlio di una progettazione puntuale e di un lavoro istituzionale costante. L’obiettivo dichiarato è evitare situazioni di emergenza o disservizi, assicurando alle famiglie un luogo decoroso, ordinato e adeguatamente gestito. Una scelta amministrativa che guarda al futuro senza rinunciare a quel rispetto della tradizione che spesso guida la cura dei luoghi di memoria collettiva.
Parallelamente all’annuncio dei lavori, la Giunta De Franco ha ritenuto opportuno intervenire su alcuni riferimenti emersi nel corso di recenti sedute del Consiglio comunale di Praia a Mare. In quelle occasioni, secondo quanto riportato, sarebbero state formulate osservazioni che toccavano – direttamente o indirettamente – l’operato dell’Amministrazione di Aieta. Il sindaco De Franco ha quindi invitato il collega praiese, Antonino De Lorenzo, a evitare valutazioni su ambiti che non rientrano nelle sue funzioni né nella sua conoscenza diretta.
Un richiamo istituzionale dalla forma misurata e dal tono fermo, nella convinzione – rimarcata dal Comune di Aieta – che il dialogo tra enti limitrofi debba sempre fondarsi sul rispetto reciproco e sul perimetro delle competenze proprie di ciascuno. “Qualora vi fossero necessità di chiarimenti personali o istituzionali – afferma il sindaco Pasquale De Franco – mi rendo disponibile a ogni opportuno confronto”, una dichiarazione che contribuisce a riportare la questione su un binario di equilibrio.
Non manca, nella nota diffusa dall’Amministrazione, un riferimento alla mensa scolastica di prossima apertura nelle strutture comunali di Aieta. L’opera, citata recentemente anche con toni ironici, è attualmente in corso di completamento e rappresenta un altro tassello del percorso amministrativo in atto. In questo caso, la replica è improntata a un garbato equilibrio istituzionale, non privo di una punta di ironia. Una volta inaugurata la mensa, il Comune di Aieta ha annunciato che inviterà il sindaco De Lorenzo a visitarla personalmente, “apprezzando le sue note competenze in ambito gastronomico”. Una battuta cortese che stempera la tensione e rilancia un’idea di confronto istituzionale capace di mantenere la forma, pur nella dialettica politica.
Il quadro che emerge è quello di una comunità impegnata a rafforzare i propri servizi essenziali, mettendo ordine nella programmazione e valorizzando risorse conquistate con determinazione. Aieta, come molti piccoli comuni calabresi, fa i conti con un tessuto territoriale e demografico complesso, ma sceglie una linea amministrativa che guarda al futuro con pragmatismo: opere utili, servizi da consolidare, e un rapporto tra istituzioni che – nelle intenzioni dell’Amministrazione – deve restare saldo, composto e costruttivo.
Al di là della dialettica con Praia a Mare, il messaggio che arriva dal Municipio di Aieta ruota attorno a un principio semplice ma essenziale: la buona amministrazione si misura sui progetti realizzati, sulla capacità di intercettare risorse e sul rispetto tra enti. È un richiamo che vale oggi, nel tempo dell’iper-connessione e dello scontro politico permanente, quanto valeva ieri, quando la forma istituzionale era considerata un presidio fondamentale della vita pubblica.
E forse il senso più profondo di questa vicenda sta proprio qui: nel ricordare che la collaborazione tra comunità vicine non deve mai trasformarsi in rivalità improduttive, ma può invece diventare un’opportunità per crescere insieme, preservando l’identità di ciascuno. Una lezione antica, da custodire mentre lo sguardo è rivolto al domani.









































