La Questura di Crotone

CIRO’ – Una rete di controlli capillari, un coordinamento istituzionale serrato e un obiettivo chiaro: rafforzare la presenza dello Stato nei territori più esposti alle infiltrazioni della criminalità organizzata e alle illegalità diffuse. L’operazione interforze “Focus ’Ndrangheta”, predisposta dalla Questura di Crotone e attuata nei Comuni di Cirò e Cirò Marina, ha portato alla denuncia di tre persone e all’emersione di irregolarità in settori commerciali sensibili. Un intervento che non si limita alla repressione dei reati, ma punta a ricostruire un tessuto di regole, trasparenza e responsabilità.

Il piano operativo è stato elaborato a seguito delle decisioni assunte nel Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal Prefetto di Crotone, Franca Ferraro, e attuato con ordinanza del Questore, Renato Panvino. Alla guida delle operazioni, un Funzionario della Polizia di Stato, che ha coordinato il lavoro congiunto di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Capitaneria di Porto e Ispettorato del Lavoro. Un dispositivo imponente che testimonia la volontà delle istituzioni di non lasciare zone d’ombra in aree strategiche sia dal punto di vista commerciale sia da quello del controllo del territorio.

Primo fronte: il settore delle scommesse

Uno dei risultati più rilevanti è emerso da un controllo amministrativo in un centro scommesse. Gli agenti hanno rinvenuto un quaderno contenente annotazioni relative a prestiti elargiti dal titolare agli avventori per effettuare giocate. Una pratica non solo vietata, ma potenzialmente idonea a generare circuiti di indebitamento e vulnerabilità. Il titolare è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per violazione delle prescrizioni imposte dall’Autorità di Pubblica Sicurezza. L’episodio conferma come il comparto del gioco sia una delle aree più esposte a forme di illegalità, e richieda, oggi più che mai, controlli puntuali e continui.

Secondo fronte: la tutela dell’ambiente

La task force ha poi indirizzato l’attenzione verso un’azienda vinicola, verificando il rispetto della normativa ambientale. L’attività è risultata priva dell’Autorizzazione Unica Ambientale, documento imprescindibile per operare nel rispetto delle prescrizioni in materia di tutela dell’ambiente. Gli operatori hanno notificato le prescrizioni necessarie a riportare l’attività nella piena conformità alle norme vigenti. Un intervento che, pur non sfociando in una denuncia, colpisce un punto sensibile: la sostenibilità delle attività produttive in un territorio che vive anche di qualità agroalimentare e rispetto dell’ambiente.

Terzo fronte: vendita e noleggio di veicoli

L’azione più articolata ha riguardato un autocentro, dove sono emerse diverse irregolarità. Il titolare aveva omesso di registrare sul portale CARGOS i dati dell’utilizzatore di un veicolo concesso a noleggio, violando le norme sulla tracciabilità dei mezzi. Anche in questo caso è scattata una denuncia.

Ulteriori accertamenti hanno rivelato una SCIA incompleta, che ha comportato sanzioni amministrative e l’intimazione a interrompere temporaneamente il servizio di noleggio in attesa dell’ordinanza di chiusura formale. Sono state contestate, inoltre, la tenuta irregolare del registro di carico dei veicoli usati e l’assenza del registro di agenzia d’affari.

La situazione si è aggravata quando gli agenti hanno rilevato che un veicolo posto in vendita esponeva una targa anteriore falsa. Anche in questo caso, denuncia e sequestro immediato della targa.

Questi accertamenti confermano quanto il settore automobilistico rappresenti un’area ad alto rischio di irregolarità, soprattutto quando si tratta di tracciabilità e gestione amministrativa delle attività.

Un modello di presidio integrato

L’intera operazione si inserisce nel quadro strategico del piano nazionale e transnazionale “Focus ’Ndrangheta”, che punta a colpire le filiere dell’illegalità attraverso azioni mirate e la cooperazione tra diverse forze istituzionali. L’obiettivo non è soltanto reprimere, ma prevenire, rafforzare il controllo e ridurre le zone grigie dove microcriminalità e interessi più strutturati possono attecchire.

La sinergia messa in campo rappresenta una risposta concreta alle esigenze di sicurezza del territorio crotonese, spesso segnato da una pressione criminale storica, ma anche da una rete di attività economiche sane che richiedono tutela e legalità per poter operare.

L’operazione interforze a Cirò e Cirò Marina manda un messaggio chiaro: lo Stato c’è e interviene con fermezza quando regole e legalità vengono messe a rischio. Le tre denunce, le sanzioni e i controlli condotti rappresentano un tassello di una strategia più ampia, che punta a costruire un contesto economico più sicuro, trasparente e competitivo. In un territorio che chiede stabilità e prospettive, la legalità non è solo un principio da difendere, ma la condizione necessaria per un futuro possibile.