OPPIDO MAMERTINA (Rc) – Nel cuore dell’Aspromonte, dove il silenzio dei boschi custodisce una delle biodiversità più preziose del Paese, il fenomeno dei tagli boschivi illegali continua a rappresentare una minaccia concreta. Negli ultimi giorni i Carabinieri Forestali hanno condotto due operazioni distinte, ma accomunate da un unico obiettivo: proteggere un patrimonio naturale che non appartiene solo alla Calabria, ma all’intero Paese. Denunce, sequestri e videoriprese ottenute grazie alle fototrappole compongono il quadro di un intervento puntuale e capillare.

La prima attività operativa è scattata in località Castello, nel territorio di Oppido Mamertina. Qui i militari del Nucleo Carabinieri Parco di Oppido Mamertina, coordinati dal Reparto CC Parco Nazionale “Aspromonte”, hanno scoperto un taglio abusivo di circa quaranta piante di leccio, alberi dal valore ecologico elevatissimo e caratteristici delle foreste mediterranee. I tronchi, già sezionati e ordinatamente accatastati, erano pronti per essere trasferiti altrove: un vero e proprio “deposito” clandestino in piena area protetta.

Per identificare i responsabili, i Carabinieri hanno installato una fototrappola, strumento ormai indispensabile nel contrasto ai reati ambientali. Le immagini acquisite mostrano più individui intenti a caricare il legname su una macchina agricola. Una sequenza nitida, sufficiente a ricostruire l’intero movimento del materiale sottratto, quantificato in circa 50–60 quintali. Al termine degli accertamenti, cinque persone — tra cui un minorenne — sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria per furto di legname, aggravato e in concorso.

Quasi in contemporanea, un secondo intervento ha interessato il versante orientale dell’Aspromonte. Il Nucleo Carabinieri Parco di Bagaladi ha accertato un taglio boschivo non autorizzato di leccio e castagno su un’area di 10.000 metri quadrati. Un intervento radicale, eseguito nonostante l’assenza del necessario nulla osta dell’Ente Parco, obbligatorio per qualsiasi attività che possa alterare l’equilibrio dell’ecosistema protetto.

Tre persone, coinvolte nella progettazione e nell’esecuzione dei lavori, sono state denunciate per la violazione dell’art. 13 della Legge 394/1991, la norma cardine che disciplina la tutela delle aree naturali protette in Italia.

Le operazioni, pur distinte, raccontano un’unica storia: quella di una pressione crescente sulle risorse forestali dell’Aspromonte. Una pressione che i Carabinieri Forestali contrastano quotidianamente, con attività di prevenzione e repressione, ma anche con un presidio territoriale che coniuga tradizione operativa e tecnologie moderne.

Gli interventi di Oppido Mamertina e Bagaladi non rappresentano soltanto un atto repressivo, ma un richiamo collettivo alla responsabilità. La tutela del bosco, soprattutto in un’area di pregio come l’Aspromonte, non è un tema marginale né un retaggio del passato: è una sfida attuale, che guarda al futuro e al diritto delle prossime generazioni di ereditare un ambiente integro. La legalità ambientale non è un valore astratto, ma il fondamento di una convivenza rispettosa fra uomo e natura.