PAOLA (Cs) – C’è un modo semplice e antico di fare comunità: incontrarsi, ricordare, agire insieme per gli altri. È accaduto ieri pomeriggio a Paola, al centro sportivo Chianello DLF, dove una partita di calcetto, accompagnata dallo slogan eloquente “la carità non avrà mai fine”, ha assunto un valore che è andato ben oltre il risultato sportivo. Un evento carico di significato umano e sociale, nato per ricordare Pino Chianello, imprenditore generoso e brillante, scomparso lo scorso mese di gennaio, e per trasformarne la memoria in un gesto concreto di solidarietà.
Il gruppo di amici del calcetto, che per anni aveva visto Pino Chianello protagonista non solo sul campo ma soprattutto fuori, si è riunito per una raccolta volontaria di fondi destinati alla beneficenza. Un’iniziativa spontanea, sentita, che ha trovato il sostegno delle istituzioni locali e del tessuto associativo cittadino. Presente l’assessore comunale Catia Risotto, che ha accompagnato e facilitato l’organizzazione della giornata, e il presidente del Dopolavoro Ferroviario di Paola, Mario Crocicchio, a testimonianza di un legame forte tra sport, lavoro e impegno civile.
Cuore pulsante dell’iniziativa sono stati i figli di Pino Chianello, Luca e Viviana, che hanno voluto non solo ricordare il padre, ma soprattutto dare continuità a quella pratica silenziosa e costante di aiuto ai più fragili che lo aveva sempre contraddistinto. Insieme a loro, la volontaria della Croce Rossa Italiana Emira Forlano, alla quale è stata offerta la possibilità di raccogliere fondi destinati alla CRI anche attraverso la vendita dei panettoni solidali, in questi giorni presenti nelle piazze come simbolo di una solidarietà natalizia che diventa sostegno concreto.
La scelta della Croce Rossa non è stata casuale. È un’istituzione che incarna, anche nel territorio paolano, un presidio di umanità e di assistenza quotidiana. E la presenza della CRI ha dato ulteriore valore a un pomeriggio già ricco di significati, rafforzando il legame tra iniziativa privata e volontariato organizzato.
Durante l’incontro, Luca e Viviana Chianello, insieme a Paolo Chianello, fratello di Pino, hanno voluto ricordare anche la figura dell’ingegnere Marco Calatafini, marito di Viviana, scomparso prematuramente. Un ricordo sobrio ma intenso, che ha unito due storie personali segnate dal dolore, ma anche dalla volontà di trasformarlo in impegno per gli altri. Un filo invisibile che lega le assenze e le rende, in qualche modo, ancora presenti attraverso le opere.
Il racconto della vita di Pino Chianello ha riportato alla memoria di molti un tratto distintivo della sua personalità: la discrezione nel fare del bene. Ogni anno, in diversi periodi, ma soprattutto durante le festività natalizie, Pino si prodigava nel rione storico di Paola, Il Cancello, per far arrivare beni di prima necessità alle famiglie meno abbienti. Gesti semplici, mai esibiti, che però hanno lasciato un segno profondo nella comunità.
Oggi, Viviana e Luca hanno scelto di raccogliere quell’eredità morale e di portarla avanti. «Vogliamo continuare questa tradizione», è il messaggio che emerge con forza da una giornata che non è stata solo commemorativa, ma proiettata al futuro. Perché la solidarietà, quando diventa abitudine, non conosce interruzioni.
Nel corso del pomeriggio, i presenti hanno ricordato anche l’opera del compianto Vittorio Crocicchio, ex segretario regionale della Filt Cgil, figura di grande spessore umano e sociale, molto attiva sul territorio. Un richiamo ulteriore a una stagione di impegno civile che ha visto protagonisti uomini capaci di coniugare lavoro, diritti e attenzione verso gli ultimi.
La partita si è conclusa, ma il messaggio resta. In un tempo spesso segnato da individualismo e distanze, Paola ha mostrato ancora una volta il volto migliore di sé: quello di una comunità che sa fermarsi, ricordare e trasformare il ricordo in azione. Perché, davvero, la carità non avrà mai fine se trova mani disposte a raccoglierne il testimone.










































