CATANZARO – Ci sono giornate che vanno oltre il calendario e si imprimono nella memoria collettiva di una comunità. La quarta domenica di Avvento vissuta dall’Unitalsi di Catanzaro a Zagarise appartiene a questa categoria: non un semplice appuntamento conviviale, ma un’esperienza autentica di condivisione, capace di restituire al Natale il suo significato più profondo. Un incontro pensato per gli amici più fragili, ma che ha finito per coinvolgere un intero borgo, trasformandolo in un luogo di accoglienza, sorrisi e umanità condivisa.

La giornata si è aperta nel segno della spiritualità, con la celebrazione della Santa Messa nella chiesa Madonna del Rosario. A presiedere il rito è stato don Edoardo Maria Palma, che ha accompagnato i presenti in un momento di raccoglimento e riflessione, richiamando i valori dell’Avvento: attesa, speranza, prossimità. Accanto ai volontari e agli assistiti dell’Unitalsi, erano presenti anche il sindaco di Zagarise, Domenico Gallelli, e il presidente della Pro Loco, Salvatore Tozzo, a testimonianza di una sinergia concreta tra associazionismo, istituzioni e comunità locale.

Un segnale tutt’altro che formale. In un tempo in cui il rischio dell’isolamento sociale è sempre più evidente, soprattutto per le persone con disabilità o in condizioni di fragilità, la presenza delle istituzioni assume un valore simbolico e sostanziale: essere parte di una comunità significa non lasciare indietro nessuno.

Nel corso della giornata, la presidente della sottosezione Unitalsi di Catanzaro, Angela Vatrano, ha voluto esprimere un ringraziamento sentito e non rituale a quanti hanno reso possibile l’iniziativa. Un pensiero particolare è stato rivolto a don Pietro Pulitanò, al Comune di Zagarise, alla Protezione Civile comunale, alla parrocchia con il suo coro, alla Pro Loco e all’intera cittadinanza, che ha accolto il gruppo con una disponibilità autentica, fatta di gesti concreti e attenzione sincera.

Le parole della presidente richiamano il cuore stesso dell’Unitalsi, storicamente impegnata nell’accompagnamento delle persone più deboli, non solo nei grandi pellegrinaggi ma anche nella quotidianità dei territori. Un impegno silenzioso, spesso lontano dai riflettori, che trova però nella partecipazione collettiva la sua forza più duratura.

Dopo il momento liturgico, la festa si è spostata al ristorante Alta Vista, immerso nella natura e affacciato su un panorama che abbraccia l’anima prima ancora dello sguardo. Qui, tra canti, balli e sorrisi, il pranzo natalizio si è trasformato in un’occasione di autentica leggerezza. I piatti, ispirati agli antichi sapori della tradizione calabrese, hanno raccontato una cucina che è memoria e identità, mentre la disponibilità dei proprietari, Antonio e Maria Teresa, ha contribuito a creare un clima familiare, lontano da ogni formalismo.

In quel contesto, la convivialità ha assunto il valore di un linguaggio universale, capace di abbattere barriere e differenze, restituendo centralità alla persona e alla relazione.

La magia del Natale nel cuore del borgo Il pomeriggio ha trovato il suo epilogo nel centro storico di Zagarise, dove la comunità ha accolto i ragazzi disabili nella casa di Babbo Natale, allestita con cura e amore. Un gesto semplice, ma carico di significato: riportare il Natale alla sua dimensione più pura, fatta di stupore, attenzione e gratuità. Tra luci, decorazioni e sorrisi, la magia non è stata artificiale, ma profondamente umana.

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