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Annullo gara per gestione RSA San Nicola Arcella: il TAR riafferma trasparenza e legalità negli appalti sanitari

Il Tribunale amministrativo regionale annulla la procedura per l’affidamento della Residenza “San Francesco di Paola” per vizi procedurali; nuova gara per l’Asp di Cosenza nel segno della trasparenza

CATANZARO – Un verdetto che richiama all’ordine le procedure di appalto nei servizi sociosanitari: il Tribunale Amministrativo Regionale della Calabria (Sezione Seconda) ha annullato, in data 31 dicembre 2025, la gara indetta dall’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Cosenza per l’affidamento della gestione della Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) “San Francesco di Paola” di San Nicola Arcella (CS)(https://www.calabriainchieste.it/2025/12/19/rsa-di-san-nicola-arcella-il-passaggio-di-gestione-e-la-prova-della-clausola-sociale/)

La sentenza, frutto della decisione sul ricorso presentato dalla Cooperativa Universiis – una delle concorrenti alla concessione – mette in luce criticità strutturali nella procedura che avevano compromesso i principi di trasparenza, imparzialità e correttezza amministrativa, pilastri imprescindibili nella gestione dei servizi pubblici sanitari.

La RSA “San Francesco di Paola”, struttura con 60 posti letto dedicati all’assistenza degli anziani, era stata posta in gara nel novembre 2023 dall’ASP di Cosenza con un importo complessivo di base pari a 900mila euro per nove anni di gestione, comprendente servizi sanitari, alberghieri e strutturali. Alla procedura avevano partecipato tre operatori economici: la Cooperativa Universiis in raggruppamento temporaneo di imprese (RTI), il Gruppo San Michele S.r.l. (già In Mensa S.r.l.), e il Centro Clinico San Vitaliano S.r.l. In un primo momento, l’aggiudicazione era stata attribuita al Gruppo San Michele con deliberazione del 15 aprile 2025.

Tuttavia, il ricorso della Cooperativa Universiis ha smascherato profili di illegittimità nell’iter procedurale. Al centro del contendere la mancata separazione tra offerta tecnica ed economica, la violazione del principio di segretezza delle offerte e soprattutto l’omessa e inefficace verifica del Piano Economico Finanziario (PEF) prima dell’attribuzione dei punteggi decisivi. Il TAR ha richiamato al rispetto delle normative vigenti – incluse quelle delineate nel Codice dei contratti pubblici – affermando che il PEF non può essere considerato un mero adempimento formale, ma deve comprovare la capacità concreta dell’operatore di garantire l’erogazione dei servizi per l’intero arco contrattuale, pena la compromissione della sostenibilità dell’intera gestione.

La sentenza non si limita a censurare singoli passaggi: ha annullato l’intera procedura di gara e dichiarato inefficace il contratto stipulato il 25 agosto 2025 tra l’ASP e l’aggiudicatario. L’Alta giustizia amministrativa ha disposto che l’ASP di Cosenza bandisca una nuova gara, allineata ai principi di trasparenza, oggettività e imparzialità, e ha fissato un termine massimo di sei mesi per la conclusione di questo nuovo iter procedurale.

Si tratta di un precedente di rilievo per la sanità calabrese, in un contesto in cui l’efficienza delle procedure di affidamento dei servizi sociosanitari è da tempo al centro del dibattito pubblico e istituzionale. Nel corso degli anni, più inchieste e osservazioni critiche hanno puntato il dito sulle proroghe delle gestioni in regime di “prorogatio” e sulle difficoltà organizzative nell’espletamento delle gare per le RSA, fenomeni che in passato avevano già sollevato interrogazioni politiche sulle anomalie presenti nelle procedure di affidamento di strutture analoghe.

La decisione del TAR Calabria richiama in primo piano l’esigenza di rafforzare i meccanismi di controllo interno negli enti appaltanti e di assicurare la piena conformità alle direttive europee e nazionali in materia di appalti pubblici, soprattutto nei servizi alla persona. La gestione delle RSA non riguarda soltanto aspetti contrattuali ed economici: coinvolge direttamente la tutela della salute e della dignità delle categorie più fragili – gli anziani – e la serenità delle loro famiglie. Pertanto, la qualità delle gare per l’affidamento di questi servizi costituisce un indicatore strategico della capacità amministrativa di una Regione.

Il pronunciamento odierno del TAR, ponendo sotto la lente di ingrandimento la corretta valutazione dei piani economici e la separazione delle offerte, fissa un punto di non ritorno per le future procedure. Se da un lato la decisione annulla gli atti viziati, dall’altro rafforza l’idea che solo mediante l’osservanza rigorosa delle regole sia possibile ricostruire fiducia nei sistemi di affidamento degli appalti pubblici. È una lezione di rigorosa responsabilità amministrativa che si riflette direttamente sulla qualità dei servizi essenziali offerti alla comunità.

Per i cittadini di San Nicola Arcella e per gli operatori del settore, l’inizio del nuovo percorso di gara rappresenta una chance per riallineare aspettative e pratiche di gestione sotto un segno di legalità rafforzata. Allo stesso tempo, solleva la riflessione su come la Calabria possa migliorare nel medio termine i processi di programmazione e controllo degli appalti, mettendo in primo piano competenze, trasparenza e rispetto delle norme: valori che, se costantemente perseguiti, tutelano non soltanto gli interessi economici, ma soprattutto il bene comune.