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Corigliano-Rossano senz’acqua, emergenza senza precedenti: famiglie e servizi allo stremo

Disagi diffusi in ogni quartiere, autobotti insufficienti. FdI accusa il Comune: «Servono responsabilità, non propaganda»

Dora Mauro

CORIGLIANO ROSSANO (Cs) – L’acqua, bene primario e diritto essenziale, a Corigliano-Rossano è diventata una presenza intermittente, incerta, spesso assente. Da giorni l’emergenza idrica investe l’intero territorio comunale, da Corigliano a Rossano, senza distinzioni di quartiere o fascia sociale. Una crisi che non si limita più a episodi isolati ma assume i contorni di un problema strutturale, con famiglie, anziani, attività economiche e scuole costrette a convivere con disagi gravi e continui.

Rubinetti a secco per intere giornate, approvvigionamenti a singhiozzo, difficoltà nella gestione della vita quotidiana: è questo lo scenario denunciato da cittadini e operatori economici. Il servizio di autobotti, predisposto come misura tampone, si è rivelato insufficiente a coprire un’emergenza estesa e prolungata. In molte zone, l’acqua arriva in quantità limitate o non arriva affatto, rendendo impossibile garantire condizioni minime di igiene e funzionalità domestica.

La situazione pesa in modo particolare su anziani e famiglie con bambini, ma coinvolge anche esercizi commerciali, bar, ristoranti e strutture ricettive, che faticano a mantenere standard adeguati. Anche gli istituti scolastici risentono della crisi, con ricadute sulla regolare attività didattica.

Sull’emergenza interviene Dora Mauro, coordinatore di Fratelli d’Italia Corigliano-Rossano, che punta il dito contro l’amministrazione comunale. «L’emergenza non riguarda più singole zone, ma interessa ormai tutta la città», afferma. «Il servizio di autobotti si è rivelato del tutto insufficiente a contenere il disagio e non può rappresentare una risposta adeguata a una crisi che va avanti da troppo tempo».

Una critica netta, che chiama in causa il ruolo istituzionale del sindaco. Secondo Mauro, «il primo cittadino dovrebbe smettere di scaricare responsabilità, dimenticando di essere la prima autorità sanitaria locale e di avere il dovere di vigilare sulla tutela dei servizi essenziali».

I problemi della rete idrica non sono una novità per Corigliano-Rossano, come per molte realtà del Mezzogiorno. Perdite, infrastrutture obsolete e interventi tampone fanno parte di una storia lunga e complessa. Tuttavia, secondo Fratelli d’Italia, mai si era arrivati a una situazione di tale portata. «I problemi del passato sono noti – sottolinea Dora Mauro – ma questa condizione non può essere normalizzata né raccontata come inevitabile».

Il rischio, evidenziato dall’opposizione, è quello di abituarsi all’emergenza, trasformandola in una nuova normalità. Un approccio che, oltre a mortificare i cittadini, finisce per abbassare l’asticella delle responsabilità politiche e amministrative.

Al centro delle critiche c’è anche il rapporto tra Comune e gestore del servizio idrico. Secondo Mauro, il sindaco avrebbe dovuto esercitare «un’azione di vigilanza puntuale e costante», mettendo il gestore nelle condizioni di intervenire secondo indirizzi chiari e coerenti con le esigenze della città. Una funzione di indirizzo e controllo che, sempre secondo FdI, appare oggi debole o assente.

A ciò si aggiunge una comunicazione istituzionale giudicata distante dalla realtà vissuta dai cittadini. «Troppo spesso – afferma la coordinatrice – l’attenzione sembra concentrata su immagini e narrazioni lontane dalla quotidianità di chi non riesce nemmeno a farsi una doccia».

Il tono della critica si fa ancora più severo quando si parla di propaganda. «È tempo di smetterla con le prese di distanza tardive e con la retorica – conclude Dora Mauro – e di assumersi fino in fondo le responsabilità istituzionali che il ruolo impone». Un richiamo che intercetta un malcontento diffuso e trasversale, che va oltre gli schieramenti politici e tocca la vita concreta delle persone.

L’emergenza idrica a Corigliano-Rossano non è più un episodio contingente, ma una prova di tenuta per le istituzioni locali. Garantire l’accesso all’acqua significa tutelare la dignità dei cittadini e la credibilità dell’azione pubblica. Senza interventi strutturali, trasparenza e assunzione di responsabilità, il rischio è che una crisi temporanea si trasformi in una ferita permanente. E su questo terreno, oggi più che mai, la città chiede risposte, non annunci.