CATANZARO – Il tema dell’acqua torna al centro del dibattito politico calabrese, sospinto da una realtà quotidiana che, secondo l’opposizione, smentisce le rassicurazioni istituzionali. A sollevare il caso è la capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Elisa Scutellà, che interviene con toni duri sui persistenti disagi idrici e sulla distanza, a suo giudizio sempre più evidente, tra la programmazione annunciata dalla Regione Calabria e la concreta attuazione degli interventi sul territorio.
Gli obiettivi del DEF e la realtà dei territori
Nel Documento di Economia e Finanza regionale, ricorda Scutellà, vengono indicati traguardi ambiziosi per il sistema idrico calabrese: ridurre le perdite di rete fino al 50%, superare la frammentazione dei piccoli acquedotti comunali – spesso inefficienti e obsoleti – e realizzare entro il 2030 una rete idrica integrata, moderna e tecnologicamente avanzata. Obiettivi che, sulla carta, segnano un cambio di passo atteso da decenni.
Tuttavia, secondo la capogruppo pentastellata, si tratta di obiettivi “del tutto scollegati dalla realtà dei fatti”. A dimostrarlo sarebbero esempi concreti che arrivano dai territori, dove le criticità persistono e gli interventi annunciati faticano a tradursi in opere visibili.
Il caso Macrocioli e i lavori mai partiti
Scutellà cita in particolare quanto comunicato da Sorical nel maggio scorso, quando era stato annunciato l’avvio “nei prossimi giorni” dei lavori di sostituzione di circa 700 metri della condotta dell’acquedotto Macrocioli, in località Gelso. Un tratto noto per le frequenti rotture e indicato come una delle principali cause dei continui disservizi idrici nell’area di Rossano.
“A distanza di mesi – denuncia la consigliera – quegli interventi sono invisibili sul piano operativo, mentre i cittadini continuano a subire interruzioni del servizio e disagi quotidiani”. Una situazione che, secondo il M5S, rende evidente una frattura preoccupante tra la programmazione e la capacità di tradurre gli annunci in cantieri aperti e opere realizzate.
Dubbi sulla credibilità degli obiettivi al 2030
Da qui i forti dubbi espressi dalla capogruppo sulla reale possibilità di centrare gli obiettivi fissati dal DEF entro il 2030. “Se già oggi – insiste Scutellà – si registrano ritardi su interventi dichiarati urgenti e imminenti, è legittimo interrogarsi sulla tenuta complessiva della strategia regionale”.
Nel mirino finiscono anche le modalità con cui vengono presentati i piani di intervento. “Non bastano linee programmatiche generiche o richiami a futuri finanziamenti”, afferma la consigliera, che chiede invece cronoprogrammi chiari, priorità definite, tempi certi e soprattutto un monitoraggio pubblico e costante dello stato di avanzamento dei lavori.
Responsabilità politiche e gestionali
Il richiamo è diretto alla Regione Calabria e ai soggetti gestori del servizio idrico, chiamati – secondo Scutellà – ad assumersi “fino in fondo la responsabilità di dare concretezza agli impegni assunti”. Per il M5S è necessario voltare pagina, passando “dalla stagione degli annunci a quella dell’attuazione”, rendendo verificabili i risultati e misurabile l’impatto degli interventi sui territori.
Un passaggio che non riguarda solo l’efficienza amministrativa, ma anche la credibilità dell’azione pubblica, messa a dura prova da anni di emergenze ricorrenti e promesse disattese.
L’acqua come diritto fondamentale
Il cuore politico dell’intervento sta in un’affermazione netta: “L’acqua non può continuare a essere un’emergenza permanente”. Garantire un servizio idrico efficiente, continuo e moderno significa, per Scutellà, tutelare un diritto fondamentale dei cittadini e restituire fiducia nelle istituzioni.
Il messaggio finale è rivolto alle comunità calabresi, “oggi esasperate dalla carenza idrica e ogni giorno private della possibilità di fruire regolarmente di un servizio essenziale”. Su questo terreno, conclude la capogruppo M5S, la Regione è chiamata a dimostrare con i fatti – e non solo con dichiarazioni di principio – che gli obiettivi annunciati rappresentano impegni reali e verificabili. Una sfida che intreccia presente e futuro, ma che si gioca, inevitabilmente, nella concretezza dell’oggi.









































