CORIGLIANO ROSSANO (Cs) – Un momento di alto valore ecclesiale e spirituale ha segnato la vita della Chiesa diocesana di Rossano-Cariati. Venerdì 2 gennaio 2026, nella Cattedrale di Maria Santissima Achiropita, si è svolta la solenne apertura del Tribunale diocesano incaricato dell’inchiesta canonica sul presunto miracolo attribuito all’intercessione della Venerabile Serva di Dio Madre Isabella De Rosis. Un evento che unisce fede, discernimento e memoria storica, nel segno di una tradizione ecclesiale che guarda al futuro senza rinunciare al rigore e alla prudenza.

La celebrazione e l’avvio ufficiale dei lavori

La cerimonia si è aperta con la celebrazione dei Primi Vespri solenni, presieduti dall’Arcivescovo Mons. Maurizio Aloise, che ha introdotto e guidato la prima seduta ufficiale del Tribunale. Nel corso dell’assemblea si sono svolti il giuramento dei membri e la formale istituzione dell’organo giudicante, secondo quanto previsto dalle norme della Chiesa per le cause dei santi.

Un passaggio fondamentale, che segna l’inizio di un percorso di verifica attento e strutturato, chiamato a esaminare con serietà e metodo i fatti sottoposti all’indagine.

Il saluto dell’Arcivescovo e il valore ecclesiale dell’evento

Nel suo intervento introduttivo, Mons. Aloise ha rivolto un cordiale saluto alle Eccellenze presenti, ai membri del Tribunale, alla Madre Generale delle Suore Riparatrici del Sacro Cuore, Suor Tina Salierno, alle religiose dell’Istituto, al Capitolo Cattedrale, ai presbiteri, ai religiosi e ai numerosi fedeli convenuti.

L’Arcivescovo ha quindi richiamato il profondo significato ecclesiale del momento, sottolineando il dovere della Chiesa di esercitare un discernimento prudente, serio e obiettivo nel riconoscere i segni dell’azione di Dio nella storia. Un richiamo alla responsabilità, che esclude ogni ricerca dello straordinario fine a sé stesso e pone al centro la verità dei fatti.

Il profilo spirituale di Madre Isabella De Rosis

Nel tracciare la figura della Venerabile Madre Isabella De Rosis, Mons. Aloise ha ricordato una donna totalmente donata a Dio. Nata a Rossano il 9 giugno 1842 da nobile famiglia, Isabella De Rosis manifestò fin da giovane una chiara vocazione alla vita consacrata. La sua formazione spirituale maturò nel Collegio di Santa Chiara a Napoli, dove si radicò una profonda devozione al Sacratissimo Cuore di Gesù.

Una spiritualità ispirata alla riparazione, secondo l’insegnamento di Santa Margherita Maria Alacoque, che si tradusse in un’esistenza segnata dall’offerta, dall’obbedienza e da un amore radicale. Questo cammino trovò compimento nella fondazione, il 24 ottobre 1875, della Congregazione delle Suore Riparatrici del Sacro Cuore.

Una santità vissuta nel silenzio e nella prova

Madre Isabella seppe testimoniare la sua fede anche negli anni più difficili, quelli della prova e del silenzio, vivendo nell’abbandono fiducioso alla volontà di Dio. Una santità umile e nascosta, lontana da ogni protagonismo, che continua a parlare con forza alla Chiesa di oggi, chiamata a riscoprire il valore dell’offerta quotidiana e della fedeltà perseverante.

Il senso dell’inchiesta canonica

Nel contesto dell’indagine sul presunto miracolo, è stato ribadito che la Chiesa non è alla ricerca dello straordinario in quanto tale, ma della verità. L’obiettivo è riconoscere, con fede e responsabilità, l’opera di Dio attraverso i suoi servi, affidando il discernimento all’azione dello Spirito Santo, invocato perché accompagni i lavori con luce, equilibrio e rettitudine.

Il Tribunale diocesano risulta composto da: don Giuseppe Scigliano, Delegato episcopale; don Nicola Alessio, Promotore di Giustizia; don Giuseppe Straface, Notaio attuario; suor Sheena Joseph Maliyakal, Postulatrice.

Al termine della seduta, un sentito ringraziamento è stato rivolto alla Madre Generale, alle religiose presenti e all’intero Istituto, segno vivo della fecondità spirituale del carisma di Madre Isabella, oltre che ai membri del Tribunale e a quanti sostengono questo cammino con la preghiera. La Venerabile Madre Isabella De Rosis, tornata alla Casa del Padre l’11 agosto 1911, continua a essere riferimento spirituale per la Chiesa, invitando ciascuno a cercare non ciò che è più facile, ma ciò che è santo, vivendo ogni gesto come atto d’amore offerto a Dio per il bene del mondo.