Home Mondo Trump: «Maduro catturato con la moglie e portati fuori dal Paese»

Trump: «Maduro catturato con la moglie e portati fuori dal Paese»

Notte di tensione in Venezuela tra boati nella capitale e affermazioni di Donald Trump sull’arresto del presidente Maduro. L'ira di Mosca e Turchia

CARACAS – Caracas si è svegliata nel fragore delle esplosioni e nel rumore, forse ancora più assordante, delle parole. Nelle ultime ore la capitale venezuelana è stata teatro di boati avvertiti in diversi quartieri, mentre sul piano internazionale si è aperto un nuovo fronte di incertezza politica e mediatica dopo le dichiarazioni di Donald Trump sull’arresto del presidente Nicolás Maduro. Una notizia che alimenta un clima già segnato da instabilità e tensioni (https://www.calabriainchieste.it/2026/01/03/caracas-sotto-attacco-esplosioni-nelle-aree-militari-maduro-accusa-gli-stati-uniti/).

Trump ha reso noto che «gli Stati Uniti hanno effettuato un attacco su larga scala al Venezuela. Una buona pianificazione e truppe eccellenti. E’ stata un’operazione brillante»

Donald Trump sul suo social network ha fatto presente che Nicolás Maduro è stato “catturato insieme alla moglie e portato fuori dal Paese”. E’ entrata in azione la Delta Force. Washington aveva più volte accusato Caracas di essere dietro al grande flusso di droga che dal Sudamerica veniva riversata negli USA, legittimando, ai suoi occhi, i bombardamenti contro diverse imbarcazioni che hanno causato decine di vittime.

Sul piano internazionale, la vicenda è seguita con attenzione. Il Venezuela rappresenta da tempo un nodo sensibile negli equilibri dell’America Latina e nei rapporti tra Stati Uniti, Russia e Cina. Il destino del presidente Maduro avrà inevitabili ripercussioni diplomatiche ed economiche, a partire dal mercato energetico e dalle relazioni regionali.

Il ministro della Difesa schiera l’esercito: “Non soccombiamo”

Il ministro della Difesa venezuelano Vladimir Padrino Lopez ha annunciato lo schieramento di forze militari in tutto il Paese in un video pubblicato sui social media, dopo che l’esercito statunitense ha condotto attacchi nel Paese. In un video, il ministro ha affermato che tutte le forze armate saranno schierate seguendo “gli ordini di Maduro”, ma non ha fatto alcun riferimento alla cattura del presidente venezuelano annunciato dal presidente americano Donald Trump. “Ci hanno attaccato, ma non ci sottometteranno“, ha detto Padrino Lopez. Il ministro ha anche rivolto un invito alla calma e all’unità e ha messo in guardia contro l’anarchia e il disordine, avvertendo: “Non soccombiamo al panico che il nemico cerca di instillare”.

Mosca: “Evitare un’ulteriore escalation”

“Nella situazione attuale, è importante, soprattutto, evitare un’ulteriore escalation e cercare di trovare una soluzione attraverso il dialogo”. Lo afferma il ministero degli Esteri russo in una dichiarazione sull’attacco al Venezuela. “Partiamo dal presupposto – aggiunge Mosca – che tutti i partner, che potrebbero avere delle lamentele l’uno contro l’altro, dovrebbero cercare di risolvere i problemi attraverso il dialogo. Siamo pronti a sostenerli in questo”.

Turchia: “Al fianco di Caracas e di Maduro”

La Turchia è al fianco del Venezuela e del suo presidente, Nicolás Maduro, di fronte all’aggressione degli Stati Uniti contro il Paese. Lo ha dichiarato il consigliere capo del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, Cemil Ertem, dopo i raid Usa in Venezuela.

Usa: “Per il Venezuela è una nuova alba”

E’ una “nuova alba” per il Venezuela: “Il tiranno se n’è andato. Finalmente affronterà la giustizia per i suoi crimini”. Lo ha detto il vice segretario di stato americano Christopher Landau.

Tra esplosioni reali e parole che fanno rumore quanto i boati, il Venezuela torna al centro di una narrazione complessa, in cui la verifica dei fatti diventa un dovere civile prima ancora che giornalistico.