CASTROLIBERO (Cs) – La musica come linguaggio universale, capace di unire generazioni, creare legami e restituire centralità alla dimensione comunitaria. È questo il filo conduttore del Concerto dell’Epifania dell’Aliante Chorus, andato in scena ieri sera nella Parrocchia della Santa Famiglia di Andreotta, un appuntamento che ha saputo coniugare qualità artistica e impegno sociale, inserendosi con coerenza nel quadro delle politiche di comunità promosse sul territorio.
L’iniziativa, accolta in un clima di partecipazione e attenzione, ha rappresentato molto più di un semplice evento musicale. Il concerto si è infatti configurato come un momento di riflessione condivisa sul valore dell’inclusione, sul ruolo delle associazioni di promozione sociale e sulla capacità delle istituzioni locali di sostenere percorsi che mettono al centro la persona e i suoi bisogni, in particolare quelli delle fasce più mature della popolazione.
Ad aprire la serata sono stati i saluti della presidentessa dell’Associazione Aliante APS, Anna Laura Mattesini, che ha espresso un sentito ringraziamento al parroco don Enzo Gabrieli per l’accoglienza e la sensibilità dimostrata nel sostenere iniziative capaci di parlare al cuore della comunità. Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche alla consigliera delegata al Welfare del Comune di Castrolibero, Anna Giulia Mannarino, definita una presenza costante e concreta nel tessuto sociale cittadino, capace di interpretare il proprio ruolo istituzionale come autentico servizio, guidato da attenzione, ascolto e dedizione.
Nel suo intervento, don Enzo Gabrieli ha richiamato il significato profondo dell’Epifania come tempo di apertura e di incontro, invitando a “tenere i cuori aperti” e a fondare la convivenza civile sui valori dell’accoglienza e della pace. Un messaggio che ha assunto una risonanza particolare nel riferimento alle parole di Papa Leone sul tema della pace, evocate dal parroco alla luce dei recenti avvenimenti in Venezuela, contesto segnato da tensioni e sofferenze che interrogano la comunità internazionale e sollecitano una rinnovata responsabilità collettiva. La musica, in questo senso, è stata indicata come veicolo di dialogo e come strumento capace di superare confini, divisioni e silenzi.
A chiudere gli interventi istituzionali è stata la consigliera Anna Giulia Mannarino, che ha sottolineato con chiarezza il valore della musica quale strumento efficace di inclusione, socializzazione e benessere sociale. Esperienze come quella dell’Aliante Chorus, ha evidenziato, dimostrano come le politiche sociali possano tradursi in azioni concrete e misurabili, capaci di favorire la partecipazione attiva, la costruzione di relazioni autentiche e la cura dei legami comunitari. In particolare, iniziative di questo tipo si rivelano preziose per contrastare l’isolamento e promuovere una migliore qualità della vita tra le persone più adulte, spesso portatrici di competenze, memoria e risorse fondamentali per il tessuto sociale.
Il concerto ha così confermato l’efficacia di un modello basato sul lavoro di rete tra istituzioni, associazioni e comunità parrocchiale, un modello che valorizza il passato – fatto di tradizioni, relazioni e senso di appartenenza – ma guarda con decisione al futuro, puntando su cultura, partecipazione e inclusione come pilastri di uno sviluppo sociale equilibrato.
In un tempo segnato da fragilità diffuse e da rapide trasformazioni, serate come quella di Andreotta ricordano che la musica non è solo intrattenimento, ma può diventare politica sociale nel senso più alto del termine: uno spazio condiviso in cui riconoscersi, ascoltarsi e costruire comunità. Una lezione semplice, antica e sempre attuale, che merita di essere coltivata con continuità e visione.









































