La Direzione investigativa Antimafia

REGGIO CALABRIA – Per decenni avrebbe operato lontano dai riflettori, muovendosi con discrezione tra il Nord Europa e i grandi snodi del commercio marittimo internazionale. Oggi, però, il suo nome torna al centro delle cronache giudiziarie: Lucio Aquino, ritenuto dagli inquirenti un broker strategico per i traffici di droga della ’ndrangheta, è stato arrestato in Belgio ed estradato in Italia. Un passaggio decisivo nell’ambito della maxi operazione antidroga “Eureka”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, che punta a smantellare le ramificazioni europee dei clan della Locride.

Sessantatré anni, originario di Torano Castello, piccolo centro della provincia di Cosenza, Aquino lasciò la Calabria alla fine degli anni Sessanta, seguendo il percorso di tanti emigranti diretti verso il Nord Europa in cerca di lavoro e stabilità.

Il suo approdo definitivo sarebbe stato il Belgio, e in particolare la cittadina di Maasmechelen, divenuta nel tempo il suo “regno” operativo, secondo quanto ricostruito dagli investigatori.

È proprio in Belgio che, negli ultimi dieci anni almeno, Aquino avrebbe assunto – secondo la Dda reggina – il ruolo di punto di riferimento per alcuni dei più potenti narcotrafficanti internazionali legati alla ’ndrangheta.

In particolare, gli inquirenti lo indicano come uomo di fiducia di Rocco Morabito, alias “U Tamunga”, e di Bartolo Bruzzaniti, entrambi originari di Africo e ritenuti figure centrali nel traffico globale di cocaina. Un rapporto definito dagli stessi magistrati non occasionale, ma stabile e strutturato, al punto da configurare un vero e proprio sistema di intermediazione criminale.

Il cuore dell’attività contestata ad Aquino si colloca nei porti di Anversa e Rotterdam, due dei principali hub logistici d’Europa. Scali strategici per il commercio mondiale, ma anche da anni al centro dell’attenzione delle autorità internazionali per l’infiltrazione delle grandi organizzazioni criminali nel traffico di stupefacenti. Secondo le indagini, Aquino avrebbe svolto un ruolo chiave nel facilitare l’arrivo e la distribuzione di ingenti carichi di cocaina, sfruttando contatti, conoscenze e una profonda familiarità con il contesto locale.

L’arresto è avvenuto nei giorni scorsi in Belgio, in esecuzione di un mandato di arresto europeo emesso dalle autorità giudiziarie italiane. Un atto che testimonia il livello di cooperazione giudiziaria raggiunto tra i Paesi dell’Unione europea nella lotta alle mafie transnazionali. Subito dopo il fermo, Aquino è stato estradato in Italia, dove dovrà rispondere delle accuse mosse nei suoi confronti nell’ambito dell’operazione “Eureka”.

La maxi inchiesta della Dda di Reggio Calabria si inserisce in un filone investigativo ormai consolidato, che mira a colpire non solo i vertici militari dei clan, ma soprattutto quelle figure di raccordo capaci di garantire i collegamenti internazionali. Broker, mediatori, facilitatori: ruoli apparentemente meno visibili, ma fondamentali per il funzionamento delle moderne reti criminali. In questo quadro, la posizione di Aquino viene ritenuta dagli inquirenti particolarmente rilevante.