Il comune di Vibo Valentia

VIBO VALENTIA – Un gesto grave, che va oltre il singolo episodio e interroga la coscienza civile di un’intera comunità (https://www.calabriainchieste.it/2026/01/06/vibo-valentia-colpi-di-pistola-contro-il-garage-del-presidente-del-consiglio-comunale-antonio-iannello/). L’atto intimidatorio ai danni del presidente del Consiglio comunale di Vibo Valentia, Antonio Iannello, ha acceso un campanello d’allarme che richiama alla responsabilità collettiva istituzioni, forze politiche e parti sociali. Di fronte a cinque colpi di pistola esplosi contro un garage e un’auto, il messaggio non può essere derubricato a fatto isolato: è una ferita inferta alla vita democratica della città.

La condanna è arrivata netta e immediata dal mondo politico. I coordinamenti provinciale e cittadino di Forza Italia Vibo Valentia hanno espresso «la più ferma condanna per il grave atto intimidatorio» e manifestato «piena solidarietà e vicinanza» ad Antonio Iannello. Un gesto definito «vile», perché colpisce un rappresentante delle istituzioni e offende l’intera comunità vibonese. Nella nota firmata dal coordinatore provinciale Michele Comito e dalla coordinatrice cittadina Carmen Corrado, Forza Italia richiama un principio essenziale: in una fase storica in cui è fondamentale rafforzare la fiducia nelle istituzioni e nei valori democratici, simili episodi non possono essere né tollerati né sottovalutati. Da qui la fiducia nell’operato delle forze dell’ordine e il ribadito impegno a difendere legalità e rispetto reciproco.

Ma l’eco dell’intimidazione ha superato i confini della dialettica politica. A intervenire con parole altrettanto chiare è stata la Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo, che ha espresso solidarietà al presidente del Consiglio comunale e alla sua famiglia, parlando di un atto «di gravità estrema». Secondo il sindacato, quanto accaduto non può essere archiviato come un episodio di mera cronaca giudiziaria: sparare contro la casa di un amministratore eletto significa colpire il cuore delle istituzioni democratiche e tentare di condizionare la vita civile di una comunità.

Il segretario generale Enzo Scalese ha sottolineato come non si sia di fronte a un gesto qualunque, ma a un segnale inquietante che richiama stagioni che Vibo Valentia e la Calabria speravano di essersi lasciate alle spalle. «Quando si spara contro la casa di un rappresentante eletto – ha affermato – si tenta di intimidire una funzione pubblica». Da qui l’invito a una reazione collettiva, lucida e responsabile, che non si esaurisca nell’azione, pur fondamentale, di forze dell’ordine e magistratura.

La posizione della Cgil amplia il perimetro della riflessione, spostando l’attenzione anche sul piano sociale e culturale. La sicurezza, viene sottolineato, non è soltanto una questione di ordine pubblico: dove attecchiscono paura e silenzio, si indeboliscono partecipazione, confronto e fiducia nelle istituzioni. Per questo è necessario che tutte le forze sane della città – politica, mondo del lavoro, associazioni e cittadini – facciano sentire una presenza forte e visibile.

Nel richiamare il proprio impegno a stare dalla parte di chi opera nel rispetto delle regole e dell’interesse collettivo, il sindacato invita a non sottovalutare il contesto più ampio. Contrastare le intimidazioni significa anche investire su lavoro di qualità, diritti, coesione sociale e trasparenza amministrativa: sono questi, secondo Scalese, gli anticorpi più efficaci contro violenza e prepotenza.

Le prese di posizione che si sono susseguite in queste ore restituiscono un messaggio chiaro: Vibo Valentia non intende abbassare lo sguardo. La solidarietà espressa ad Antonio Iannello non è soltanto un atto formale, ma un richiamo alla responsabilità condivisa di difendere la democrazia nei gesti quotidiani. Trasformare l’indignazione in impegno concreto resta oggi la sfida più autentica per una comunità che vuole guardare al futuro senza paura.