ROMA – Forza Italia attraversa una fase di riflessione profonda, sospesa tra la fedeltà alla propria storia e la necessità di ritrovare slancio politico. A riaccendere il dibattito, ancora una volta, è Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vicesegretario nazionale del partito, che in una intervista a Panorama ha tracciato un’analisi (un’altra, l’ennesima: ndr) severa dello stato di salute degli azzurri. Parole che, però, convivono con una linea politica ambigua: mentre nega di ambire alla segreteria nazionale, attorno alla sua figura si sono mossi tentativi di organizzare una fronda interna, rivelatisi finora poco incisivi (https://www.calabriainchieste.it/2025/12/12/forza-italia-la-novita-che-avanza-pier-silvio-chiede-volti-nuovi-e-occhiuto-risponde-con-la-carriera/).
Uno sguardo critico sul presente di Forza Italia
Nelle conversazioni con Panorama, Occhiuto non usa giri di parole: Forza Italia oggi «galleggia». Un giudizio netto, mitigato dal riconoscimento del ruolo svolto da Antonio Tajani nel momento più difficile del partito, dopo la scomparsa di Silvio Berlusconi. «Tajani – afferma – deve avere la nostra riconoscenza. Ci ha permesso di sopravvivere quando tutto sembrava finito». Ma la sopravvivenza, per Occhiuto, non basta. Il partito è fermo attorno all’8 per cento, lontano da quell’obiettivo del 20 per cento che lo stesso Tajani aveva indicato come traguardo. Dunque, il bastone e la carota: può Occhiuto usare queste tecniche con un volpone come Tajiani, che “controlla” quasi tutti i delegati e i governatori di regione azzurri?
Il governatore calabrese richiama l’eredità del fondatore: Berlusconi come innovatore, capace di aprire la politica a mondi esterni, dagli imprenditori agli studiosi. Oggi, sostiene Occhiuto, Forza Italia ha smarrito quella carica di modernità e rischia di limitarsi a citare il passato invece di interpretarlo. Da qui l’appello, ribadito più volte, a «un partito più aperto, aria fresca, nuove energie».
L’iniziativa e il “sasso nello stagno”
In questo quadro si inserisce l’iniziativa romana “In Libertà”, definita dallo stesso Occhiuto come un semplice tentativo di «lanciare un sasso nello stagno». Un modo per animare il confronto interno e intercettare quella che descrive come una domanda di politica liberale ancora priva di un’offerta adeguata. Il vicesegretario minimizza la portata organizzativa dell’evento e prende le distanze dall’idea di correnti strutturate, ironizzando sul fatto che «solo quei masochisti del Pd hanno ancora le correnti». L’evento, per la cronaca, è stato un flop: pochi gli addetti ai lavori che contano, politicamente e numericamente.
Eppure, fuori dalle dichiarazioni ufficiali, la realtà racconta altro: https://www.calabriainchieste.it/2025/12/12/forza-italia-il-caso-occhiuto-e-la-sfida-silenziosa-a-tajani-nasce-pure-il-gruppo-facebook/. Attorno al nome di Occhiuto sono nate pagine e gruppi social – fondate da suoi consulenti, molto ben retribuiti con soldi pubblici – esplicitamente intitolati a una sua possibile investitura come segretario nazionale – “Quelli che vogliono Occhiuto segretario nazionale di Forza Italia”. Un tentativo che, numeri alla mano, si è rivelato un flop, incapace di incidere realmente negli equilibri del partito.
Leadership negata, ma non del tutto
L’ambiguità emerge soprattutto quando il discorso scivola sul futuro congresso. Occhiuto afferma di non voler «rinchiudersi nel cortile delle polemiche interne» e di voler continuare ad animare il dibattito. Alla domanda su una sua possibile candidatura alla segreteria, oggi, risponde con un classico “non lo escludo, ma nemmeno lo do per certo”., contrariamente a quanto affermava ieri che smentiva categoricamente una sua discesa in campo (https://www.calabriainchieste.it/2025/12/13/forza-italia-tra-smentite-e-segnali-la-leadership-di-tajani-alla-prova-del-caso-occhiuto/). Una formula che tiene aperta ogni porta, pur prendendo tempo: «Manca almeno un anno».
Nel frattempo, però, i dati demoscopici parlano chiaro: https://www.calabriainchieste.it/2025/12/23/sondaggio-su-forza-italia-pier-silvio-guida-le-preferenze-degli-italiani-tajani-leader-indiscusso-malissimo-occhiuto/. Secondo autorevoli sondaggi diffusi online e ripresi da diverse analisi politiche, Antonio Tajani risulta il dirigente più apprezzato come segretario di Forza Italia, percepito come figura di equilibrio e continuità. Ancora più eloquente è un sondaggio interno al partito che, stando alle ricostruzioni, boccia clamorosamente l’ipotesi Occhiuto, certificando uno scollamento tra visibilità mediatica e consenso reale.
Tra passato e futuro
Nel confronto con il centrodestra guidato da Giorgia Meloni, Occhiuto invita Forza Italia a non limitarsi a osservare, ma a rafforzare la coalizione intercettando quel riformismo moderato oggi orfano di rappresentanza. È una visione che guarda avanti, ma che si scontra con una realtà organizzativa fragile e con un leader, Tajani, che continua a godere di un sostegno solido, interno ed esterno.
L’intervista a Panorama restituisce l’immagine di un dirigente inquieto, consapevole delle difficoltà del suo partito e desideroso di rimetterlo in moto o, più semplicemente, desideroso di salire sul trono più . Ma tra dichiarazioni di lealtà, manovre laterali e sondaggi impietosi, l’operazione Occhiuto appare, per ora, più come un esercizio di pressione che come una vera alternativa di leadership. In politica, come insegna la tradizione, le parole pesano; ma alla fine sono i numeri a decidere.









































