SAN LUCIDO (Cs) – C’è un luogo, sulla costa tirrenica cosentina, dove il tempo sembra aver scelto di rallentare senza però fermarsi. Un borgo antico che custodisce la memoria nelle pietre e la rinnova ogni giorno attraverso l’arte, l’artigianato e l’accoglienza. San Lucido non è soltanto una cartolina estiva affacciata sul mare, ma un organismo culturale in continuo movimento, capace di sorprendere anche nei mesi invernali. A testimoniarlo è la recente visita dell’APS Metis di Marano Marchesato, avvenuta in occasione dell’Epifania, che si è trasformata in un vero e proprio viaggio sensoriale tra i vicoli del centro storico.
La regia di questa esperienza porta un nome preciso: Pro Loco San Lucido. Un presidio di valorizzazione territoriale che, con costanza e visione, lavora per restituire al borgo la sua dimensione autentica, rendendolo accessibile e narrabile a pubblici diversi. Non una promozione episodica, ma una progettualità strutturata che punta a fare del paese un luogo da vivere dodici mesi l’anno.
Il percorso guidato, curato dalla presidente Loredana Pastore in collaborazione con gli operatori del Servizio Civile Universale e i soci del sodalizio tirrenico, è stato pensato come un dialogo tra “botteghe e visioni”. Un minitour che ha messo in rete luoghi, persone e storie, offrendo ai visitatori un racconto coerente e coinvolgente del tessuto culturale locale.
Tra le tappe più significative, i laboratori di Milena Cosentino e Marilena Malito, autentici fulcri della creatività sanlucidana, dove la materia prende forma e diventa racconto. Spazi intimi che custodiscono gesti antichi, reinterpretati con sensibilità contemporanea, capaci di affascinare adulti e bambini. Forte l’emozione suscitata anche dall’opera di Franco Petrungaro, il cui presepe si distingue per la cura del dettaglio e per una sacralità che richiama un’arte paziente, figlia del tempo e della devozione.
A rendere l’atmosfera ancora più suggestiva, lo spirito delle feste non del tutto svanito. I più piccoli hanno potuto vivere un momento di pura meraviglia nella Casa di Babbo Natale, allestita da Domenico Cannizzaro, considerato da molti il “Babbo Natale più amato di Calabria”. L’Info Point, trasformato per l’occasione, ha avvolto i visitatori in un clima caldo e familiare, dimostrando come anche un luogo informativo possa diventare esperienza.
Non sono mancate tappe originali e fuori dagli schemi, come la Tavernetta Letteraria di Enrico Sarli, spazio di sosta per il pensiero e la parola, e la suggestiva Casa di Harry Potter, esempio riuscito di contaminazione tra il volto tradizionale del borgo e i linguaggi del fantastico moderno. Un segnale chiaro: a San Lucido la tradizione non è mai rigida, ma dialoga con l’immaginazione e con le nuove generazioni.
L’ambizione dichiarata dai dirigenti della Pro Loco è trasformare San Lucido in un modello di Urban Street d’eccellenza, dove la storia millenaria incontra una street vibe contemporanea fatta di arte diffusa, laboratori creativi e accoglienza autentica. Un progetto che punta sulla qualità dell’esperienza, più che sui grandi numeri, e che trova conferma nelle reazioni dei visitatori.
Emblematica la riflessione di una partecipante all’iniziativa: «Quello che colpisce di San Lucido non è solo la bellezza architettonica, con i suoi affacci mozzafiato sul mare e le facciate nobiliari, ma l’atmosfera. Le luci e la cura dei dettagli rendono questo paese una sorta di museo diffuso e accogliente». Parole che sintetizzano efficacemente il senso del lavoro svolto.
Il valore aggiunto della Pro Loco di San Lucido sta proprio qui: non limitarsi a mostrare un luogo, ma farlo vivere. Coordinare le diverse realtà del centro storico significa costruire un racconto condiviso, capace di trasformare una semplice gita fuori porta in un ricordo destinato a durare. Il saluto finale della presidente Loredana Pastore ai componenti dell’APS Metis, accompagnato da un sentito ringraziamento per l’attenzione e il fervore dimostrati, suggella un’esperienza che guarda al futuro senza dimenticare il passato. Perché, a San Lucido, l’incanto non è mai casuale: è il frutto di una cura quotidiana.
















































