AMANTEA (CS) – Ad Amantea la notte non porta più solo silenzio. Con l’ultimo incendio, avvenuto tra giovedì 8 e venerdì 9 gennaio, se confermata la natura dolosa, sale a sei il numero di auto date alle fiamme in poco più di tre mesi.
Un dato che, letto insieme a due episodi di sparatoria registrati di recente, restituisce l’immagine di una comunità attraversata da un clima di tensione crescente. L’ultimo rogo ha colpito il veicolo di un noto imprenditore, riaccendendo timori mai del tutto sopiti e interrogativi sulla ripresa di attività criminali organizzate nel centro tirrenico del Cosentino.
L’episodio più recente si è consumato nelle ore notturne, con modalità che richiamano dinamiche già viste nei mesi scorsi. Ignoti hanno appiccato il fuoco all’automobile, distruggendola completamente. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, impegnati a domare le fiamme e a redigere la relazione tecnica che dovrà chiarire le cause dell’incendio.
Parallelamente, le forze dell’ordine hanno avviato le indagini, acquisendo i filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, elementi ritenuti decisivi per ricostruire l’accaduto. Sebbene gli accertamenti siano ancora in corso, l’ipotesi maggiormente accreditata resta quella dell’atto intimidatorio.
Una tesi che appare rafforzata dal contesto complessivo: sei auto incendiate in un arco temporale ristretto e due distinti episodi di sparatoria non possono essere liquidati come una semplice sequenza di fatti isolati. Al contrario, sembrano delineare un disegno più ampio, che incide profondamente sulla percezione di sicurezza di cittadini, commercianti e imprenditori.
Ripercorrere la cronologia degli episodi aiuta a comprendere la portata del fenomeno. Solo poche settimane fa una Fiat 600, anch’essa riconducibile a un imprenditore locale, era stata distrutta dalle fiamme. In precedenza, altri veicoli erano stati incendiati in diverse zone della città: in via Roma l’auto di un giovane gestore di una sala giochi; in via Baldacchini quella di un ambulante, parente di un assessore comunale in carica; in via Latina un altro mezzo appartenente a un ambulante; fino all’episodio avvenuto a Campora San Giovanni, nei pressi di una stazione di servizio Q8.
Il quadro si arricchisce di ulteriori tasselli se si guarda agli anni precedenti. Nel 2024 due Fiat Panda dell’Azienda sanitaria provinciale furono date alle fiamme in viale Baldacchini, un gesto che colpì direttamente un’istituzione pubblica. Nell’agosto 2025, poi, venne incendiata l’auto di un familiare di un assessore comunale, mentre altre due vetture riconducibili a un ex consigliere di maggioranza, oggi all’opposizione, subirono la stessa sorte. Episodi diversi per contesto e destinatari, ma accomunati da una chiara valenza simbolica. A completare un quadro già preoccupante si aggiungono le sparatorie. In via Dogana sono stati esplosi colpi d’arma da fuoco, mentre il giorno precedente spari erano stati uditi in piazza Commercio.
La città guarda ora agli esiti delle indagini, confidando che la chiarezza giudiziaria possa restituire serenità a un tessuto sociale provato. La storia recente insegna che la risposta dello Stato, quando è tempestiva e visibile, può arginare anche le derive più insidiose. In gioco non c’è solo l’individuazione dei responsabili, ma la difesa di un principio essenziale: il diritto di una comunità a vivere senza paura, nel solco della legalità e della fiducia nelle istituzioni. Meta description Indagini in corso su presunti atti intimidatori.














































