REGGIO CALABRIA – Efficienza energetica, riduzione dei costi e modernizzazione del patrimonio pubblico: sono queste le direttrici lungo cui si muove il dibattito aperto a Reggio Calabria sul Conto Termico 3.0. Un tema tutt’altro che tecnico, che incrocia le sfide quotidiane delle amministrazioni locali, soprattutto nel Mezzogiorno, chiamate a conciliare sostenibilità ambientale e sostenibilità finanziaria. In questo quadro si inserisce l’audizione di Francesco Danisi, neo presidente di ANCE Giovani Reggio Calabria, davanti alla Commissione Ambiente del Comune.
L’audizione a Palazzo San Giorgio
L’incontro si è svolto nella sala commissioni di Palazzo San Giorgio ed è stato convocato con tempestività dal presidente della Commissione Ambiente, Giuseppe Nocera, su richiesta del Gruppo RED e su istanza dell’avvocato Antonino Castorina. Al centro dell’ordine del giorno, l’approfondimento delle potenzialità del Conto Termico 3.0, indicato come uno strumento decisivo per accompagnare la transizione energetica degli enti locali e ridurre in modo strutturale la spesa per i consumi.
L’audizione ha registrato un’ampia partecipazione e un interesse trasversale da parte dei componenti della Commissione, a conferma della rilevanza del tema per l’amministrazione cittadina e per l’intero sistema dei Comuni calabresi.
“Non un bonus, ma una leva strategica”
Nel suo intervento, Francesco Danisi ha chiarito subito un punto centrale: il Conto Termico 3.0 non può essere letto come un semplice incentivo occasionale. «È una vera e propria leva strategica per le Pubbliche Amministrazioni», ha sottolineato, evidenziando come la misura sia pensata per consentire interventi concreti e programmabili di riqualificazione energetica.
Il dato più significativo riguarda le risorse disponibili: 900 milioni di euro annui complessivi, di cui 400 milioni destinati alle Pubbliche Amministrazioni. Un plafond rilevante, che consente una copertura fino al 100 per cento degli interventi, anche per i Comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, a condizione che si tratti di edifici scolastici o strutture sanitarie. Settori strategici, non solo per l’impatto sui bilanci, ma anche per il valore sociale dei servizi erogati.
Come funziona il Conto Termico 3.0
Danisi ha poi chiarito un aspetto spesso frainteso nel dibattito pubblico: il Conto Termico non opera attraverso il meccanismo delle detrazioni fiscali. Si tratta, invece, di un incentivo a fondo perduto gestito dal GSE – Gestore dei Servizi Energetici, che consente alle amministrazioni di finanziare direttamente interventi di efficientamento e di produzione di energia termica da fonti rinnovabili.
Un modello che, secondo ANCE Giovani, si presta particolarmente bene alle esigenze dei Comuni del Sud, spesso penalizzati da minori margini di bilancio e da un patrimonio edilizio pubblico energivoro e obsoleto.
Il confronto in Commissione e i prossimi passi
Il dibattito che è seguito all’esposizione ha messo in evidenza un interesse diffuso e la volontà di approfondire ulteriormente la materia. In chiusura dei lavori, il presidente Giuseppe Nocera ha annunciato l’intenzione di riconvocare una nuova seduta della Commissione Ambiente, alla presenza del direttore generale dell’Ente, dei dirigenti competenti e dello stesso Francesco Danisi.
Una decisione maturata anche alla luce degli stimoli emersi dagli interventi del consigliere Giuseppe Giordano, dei capigruppo Antonino Castorina e Giuseppe Marino e del vicesindaco Carmelo Versace. L’obiettivo dichiarato è passare dalla teoria alla verifica operativa, valutando la concreta applicabilità dello strumento nel contesto del Comune di Reggio Calabria.
Reggio Calabria come banco di prova
I consiglieri del Gruppo RED, Castorina e Versace, hanno rimarcato come l’intento sia quello di capire se e come il Comune più grande e rappresentativo della Calabria possa cogliere appieno le opportunità offerte dal Conto Termico 3.0. In gioco non c’è solo l’efficientamento energetico degli edifici pubblici, ma anche la possibilità di avviare un percorso strutturato di riduzione dei costi e di maggiore autonomia energetica.
L’audizione di ANCE Giovani in Commissione Ambiente segna un passaggio significativo nel confronto tra istituzioni e mondo delle costruzioni. Il Conto Termico 3.0 si propone come uno strumento maturo, già disponibile, che attende solo di essere utilizzato con visione e competenza. La sfida, ora, è trasformare l’interesse politico in scelte operative, dimostrando che l’efficienza energetica può essere, anche per i Comuni del Sud, un investimento e non un costo.














































