REGGIO CALABRIA – A Reggio Calabria, nel rione Marconi, la Polizia di Stato ha dato esecuzione a una misura cautelare nei confronti di un giovane del posto, ritenuto responsabile di essersi procurato e di aver portato in luogo pubblico un’arma da fuoco clandestina. L’ordinanza, emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Reggio Calabria, è il risultato di un’attività investigativa articolata e tempestiva, coordinata dalla Procura della Repubblica.

I fatti risalgono alla sera del 7 novembre 2025, quando una segnalazione giunta alle forze dell’ordine indicava l’esplosione di colpi d’arma da fuoco nel rione Marconi. Gli agenti della Squadra Mobile, intervenuti immediatamente sul posto, non hanno riscontrato la presenza di soggetti armati ma hanno avviato una perlustrazione accurata dell’area. L’attività ha consentito di rinvenire tre bossoli a terra e, a breve distanza, una pistola Beretta calibro 7.65, occultata tra un cumulo di rifiuti. Un dettaglio di rilievo investigativo: l’arma presentava la matricola abrasa, elemento che ne configura la clandestinità e aggrava il quadro indiziario.

I reperti sono stati immediatamente affidati al Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica per gli accertamenti tecnici. Parallelamente, gli investigatori della Squadra Mobile hanno proseguito l’attività acquisendo e analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. L’incrocio tra i dati tecnici e la ricostruzione visiva dei movimenti ha permesso di identificare il presunto autore dell’episodio e di ricostruire le fasi salienti dell’accaduto: il giovane, secondo quanto emerso, avrebbe dapprima brandito la pistola per poi disfarsene poco dopo, tentando di occultarla.

Gli esiti delle analisi scientifiche hanno fornito riscontri oggettivi alle ipotesi investigative formulate sulla base delle immagini. Un lavoro sinergico, che ha messo insieme capacità di osservazione sul campo, tecnologia e competenze specialistiche, consentendo di delineare un quadro probatorio ritenuto sufficiente dal GIP per l’adozione della misura cautelare degli arresti domiciliari. Il provvedimento è stato eseguito il 7 gennaio 2026.

Gli spari in un quartiere cittadino non rappresentano soltanto un reato specifico, ma incidono sulla percezione di sicurezza dei residenti e sulla qualità della vita urbana. La risposta delle istituzioni, in questo caso, evidenzia l’importanza di interventi rapidi e coordinati, capaci di tradurre le segnalazioni dei cittadini in azioni investigative efficaci.