CATANZARO – Nel dibattito sulla modernizzazione dei trasporti calabresi irrompe una critica netta e articolata. A sollevarla è Elisa Scutellà, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, che mette in discussione l’annuncio dell’installazione di 54 totem informativi nelle autostazioni della Calabria. Un’iniziativa presentata come segno di innovazione, ma che, secondo la consigliera, rischia di restare un intervento d’immagine se non accompagnata da scelte strutturali capaci di incidere davvero sulla qualità del servizio.
Scutellà parla di “grande stupore e forte amarezza” di fronte a un progetto che, a suo giudizio, presenta più ombre che certezze. Nel merito, la capogruppo M5S sottolinea come nella comunicazione ufficiale manchino elementi essenziali: non sono indicati i luoghi precisi di installazione dei totem, non esiste un cronoprogramma definito, non viene chiarito il costo complessivo dell’operazione né il soggetto responsabile della gestione e dell’aggiornamento dei dati.
Una carenza informativa che, per la consigliera regionale, indebolisce la credibilità dell’intervento e solleva interrogativi sull’effettiva utilità per gli utenti del trasporto pubblico.
La critica si inserisce in un contesto più ampio, segnato da difficoltà ormai croniche del sistema dei trasporti calabresi. Ritardi ricorrenti, corse soppresse, mezzi obsoleti, collegamenti interni insufficienti e una rete ferroviaria fragile sono, secondo Scutellà, problemi noti e irrisolti. Una fragilità che emerge con particolare evidenza nei periodi di maltempo, quando basta un evento meteorologico avverso per mandare in tilt intere tratte.
Proprio nei giorni recenti, sottolinea la capogruppo M5S, piogge e condizioni climatiche difficili hanno causato ore di attesa, interruzioni improvvise e cittadini lasciati senza alternative adeguate. Un quadro che rende difficile parlare di modernizzazione limitandosi a strumenti informativi.
Il nodo politico, per il Movimento 5 Stelle, è tutto qui: la priorità delle scelte. «Studenti, pendolari e lavoratori non hanno bisogno di nuovi schermi, ma di mezzi puntuali, sicuri e funzionanti», afferma Scutellà, ribadendo che l’informazione all’utenza ha senso solo se inserita in un sistema di trasporto affidabile.
Da qui la domanda provocatoria: a cosa servono i totem informativi se treni e autobus non arrivano o non partono? Che tipo di informazione possono offrire, se non l’ennesima comunicazione di un ritardo o di una cancellazione? Un interrogativo che punta a smascherare, secondo la consigliera, l’illusione di risolvere problemi strutturali con interventi marginali.
Per Scutellà, le risorse pubbliche dovrebbero essere indirizzate verso obiettivi ben diversi: potenziamento dei servizi, manutenzione delle infrastrutture, rinnovo del parco mezzi e una programmazione seria e trasparente. Una strategia capace di garantire il diritto alla mobilità, soprattutto nelle aree interne e più disagiate della regione, dove l’assenza di collegamenti efficienti si traduce in isolamento economico e sociale.
Il riferimento è a una visione di lungo periodo, che metta al centro l’affidabilità del sistema prima della sua rappresentazione tecnologica. In questa prospettiva, l’innovazione non è rifiutata in sé, ma subordinata alla solidità dei servizi di base.
Nel suo intervento, la capogruppo M5S allarga il campo alla responsabilità politica della Giunta regionale, accusata di privilegiare annunci autocelebrativi e interventi spot. «Ancora una volta – conclude – si preferisce la comunicazione alla soluzione dei problemi reali dei calabresi».
La richiesta è chiara: utilizzare le risorse pubbliche per ciò che serve davvero, ovvero trasporti efficienti, affidabili e rispettosi dei diritti dei cittadini. Una posizione che si inserisce nel confronto più ampio tra maggioranza e opposizione sul modello di sviluppo e sulle priorità infrastrutturali della Calabria.
La polemica sui totem informativi va oltre il singolo intervento e chiama in causa una questione di metodo. Modernizzare significa prima di tutto garantire servizi che funzionano. Senza questo presupposto, anche la migliore tecnologia rischia di diventare un simbolo vuoto. La sfida per la Calabria resta aperta: trasformare gli annunci in politiche capaci di restituire fiducia a chi, ogni giorno, si affida al trasporto pubblico.














































