AMANTEA (CS) – Un’auto data alle fiamme, ancora una volta. È accaduto ad Amantea, a pochi passi dalla stazione dei Carabinieri, in un contesto che non consente più di archiviare simili episodi come fatti isolati.
L’ennesimo incendio, ora al vaglio degli inquirenti, riaccende i riflettori su una realtà segnata da atti intimidatori ricorrenti, capaci di incidere profondamente sul tessuto sociale e sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Una scia che alimenta paura e senso di abbandono, imponendo una riflessione che va oltre la cronaca.
Il gesto, di probabile matrice intimidatoria (si attende l’esito degli accertamenti), si inserisce in una sequenza ormai consolidata. Negli ultimi anni Amantea ha conosciuto una preoccupante reiterazione di incendi e danneggiamenti, episodi che finiscono per pesare non solo sulle singole vittime ma sull’intera comunità. È il segnale di un disagio più ampio, che chiama in causa la capacità delle istituzioni locali e statali di garantire sicurezza, prevenzione e controllo del territorio.
In merito è intervenuto il gruppo di minoranza “Città libera” per chiedere l’intervento del Prefetto.
«Amantea ancora ostaggio degli atti intimidatori. Basta promesse mancate: servono sicurezza, presidi dello Stato e responsabilità amministrativa», si legge nella nota del grppo politico.
«Ancora un episodio inquietante scuote la comunità di Amantea: l’ennesima auto in fiamme, fatto avvenuto in vicinanza della locale stazione dei Carabinieri sulla quale sono in corso le necessarie indagini investigative. Un gesto, forse intimidatorio, che contribuisce ad alimentare un clima di paura, insicurezza e sfiducia nelle istituzioni. Non si tratta più di episodi isolati, ma di una sequenza che si ripete ormai con allarmante frequenza, senza che venga messa in campo una strategia efficace per contrastare questo fenomeno».
In queste circostanze «non possiamo che ricordare le tante promesse formulate e rimaste, purtroppo, lettera morta. Si è parlato di controllo del territorio, di sistemi di videosorveglianza, di presenza costante delle forze dell’ordine: temi centrali, che avrebbero dovuto rappresentare una priorità assoluta per l’amministrazione comunale e che invece sono stati progressivamente accantonati».
Oggi Amantea, per “Città libera” «paga il prezzo di scelte sbagliate, di rinvii, di indecisioni e di mancate assunzioni di responsabilità».
Tra queste, «Carabinieri: l’istituzione di una Tenenza con servizio h24 avrebbe rappresentato un presidio fondamentale per la sicurezza dei cittadini. Si è preferito rimanere fermi all’attuale Stazione, rinunciando a un salto di qualità nella presenza dello Stato; Guardia di Finanza: si è rinnegata la decisione assunta dai Commissari Prefettizi che avevano individuato nel Centro Temesa la sede ideale per gli uffici della Guardia di Finanza. Un passo indietro incomprensibile, che ha privato il territorio di un ulteriore strumento di controllo e tutela della legalità; Polizia Provinciale: si era parlato dell’apertura di una sede ad Amantea, ma l’idea è rimasta sulla carta. Ancora una promessa disattesa; Ex Pretura: una struttura che, per posizione e caratteristiche, potrebbe ospitare servizi essenziali come una sede dei Vigili del Fuoco o comunque funzioni di reale utilità pubblica. Anche in questo caso nessuna programmazione concreta.
Di fronte a questo quadro non è più sufficiente limitarsi alle dichiarazioni di circostanza, ai comunicati di solidarietà o alle prese di posizione indignate del “giorno dopo”».
La città, per il gruppo politico amanteano «ha bisogno di una strategia seria, di scelte amministrative chiare e coraggiose, di un dialogo costante con Prefettura e istituzioni competenti, di investimenti reali nella prevenzione e nel controllo del territorio».
Ecco perché «alla luce della gravità e della frequenza degli episodi intimidatori, riteniamo ormai indispensabile il coinvolgimento diretto dello Stato. Per questo chiediamo formalmente al Prefetto di intervenire con urgenza, convocando un tavolo istituzionale permanente su Amantea, rafforzando i presidi delle forze dell’ordine, accelerando ogni procedura utile all’attivazione di sistemi di videosorveglianza e ripristinando condizioni minime di sicurezza e legalità. Amantea merita sicurezza, tutela, presenza dello Stato e una guida amministrativa capace di affrontare, e non subire, le emergenze. Non possiamo rassegnarci all’idea che questi episodi diventino normalità. È tempo di passare dalle parole ai fatti, rispettando gli impegni assunti e restituendo ai cittadini la serenità e la fiducia che meritano».
Amantea non può e non deve abituarsi all’idea che incendi e intimidazioni diventino normalità. La storia delle istituzioni insegna che la presenza dello Stato, quando è visibile e coerente, produce fiducia e coesione. Oggi più che mai servono decisioni, non rinvii: passare dalle parole ai fatti è l’unico modo per restituire serenità ai cittadini e credibilità all’azione pubblica.
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