REGGIO CALABRIA – Una penna che spara e una pistola “artigianale” pronta all’uso, insieme a centinaia di munizioni. È il bilancio di un’operazione condotta dai carabinieri della Stazione di Riace che ha portato all’arresto di un uomo residente a Camini, ritenuto fino a quel momento una persona insospettabile.
L’arresto è scattato al termine di una perquisizione accurata, durante la quale i militari dell’Arma hanno rinvenuto armi non catalogate e munizionamento in quantità rilevante. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, si tratta di armi che circolano occultamente, sottratte a qualsiasi forma di censimento e controllo, in violazione delle stringenti norme che regolano la detenzione di armi da fuoco in Italia.
Tra i reperti sequestrati spicca innanzitutto una pistola ottenuta dalla modifica di una comune scacciacani. Un’arma apparentemente innocua, nata per emettere soltanto colpi a salve, ma trasformata attraverso interventi artigianali in un’arma capace di esplodere munizioni vere. Un procedimento illegale che, negli ultimi anni, ha attirato l’attenzione delle forze dell’ordine per la sua diffusione e per l’elevato rischio connesso: armi prive di matricola, spesso instabili, ma letali.
Ancora più inquietante è il ritrovamento di una cosiddetta “penna-pistola”. A un primo sguardo, l’oggetto si presentava come una normale penna stilografica. Solo l’occhio esperto dei carabinieri e l’attenzione a piccoli dettagli costruttivi hanno permesso di scoprire la sua vera natura. All’interno, infatti, erano presenti meccanismi del tutto simili a quelli di una pistola, progettati per consentire l’esplosione del colpo. Le dimensioni ridotte e l’aspetto innocuo rendevano l’arma facilmente occultabile e trasportabile, capace di eludere con estrema facilità i controlli.
È proprio questa caratteristica a rendere le armi clandestine di questo tipo particolarmente pericolose. Non solo perché sfuggono alla tracciabilità, ma perché sono pensate per passare inosservate, aumentando il rischio di utilizzo improvviso e imprevedibile in contesti pubblici o privati. La penna-pistola, in particolare, è da tempo oggetto di attenzione da parte delle forze di polizia, proprio per la sua capacità di mimetizzarsi tra oggetti di uso quotidiano.
Nel corso della perquisizione domiciliare, i militari hanno inoltre sequestrato 480 munizioni di vario calibro, compatibili anche con le armi rinvenute. Un quantitativo significativo, che rafforza il quadro accusatorio e suggerisce una disponibilità non occasionale di materiale bellico. La presenza di munizioni diverse indica, secondo gli inquirenti, una potenziale versatilità d’uso e una pericolosità concreta.
Alla luce degli elementi raccolti, per l’uomo è scattato immediatamente l’arresto per detenzione illegale di armi clandestine. Dopo le formalità di rito, è stato condotto in carcere e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria. Le indagini sono ora coordinate dalla Procura della Repubblica di Locri, che dovrà chiarire la provenienza delle armi e delle munizioni, nonché verificare eventuali collegamenti con altri soggetti o contesti criminali.














































