VALLEFIORITA (CZ) – Un boato nel cuore della notte, il muro sventrato, lo sportello automatico ridotto a un cumulo di detriti. È l’ennesimo episodio di una scia criminale che continua a destare forte preoccupazione in Calabria. Questa volta il mirino della cosiddetta “banda dei bancomat” si è spostato a Vallefiorita, dove i malviventi hanno fatto esplodere lo sportello automatico della BCC di Montepaone, nel centro abitato, portando via l’intera cassa dopo aver collocato un ordigno.
L’azione, avvenuta tra la notte di venerdì 9 e sabato 10 gennaio, segue di poche ore un altro assalto messo a segno con modalità analoghe a Decollatura, sempre nel Catanzarese. Una sequenza ravvicinata che rafforza l’ipotesi investigativa di un gruppo organizzato, esperto nell’uso di esplosivi e capace di colpire con rapidità, scegliendo piccoli centri dove l’impatto sull’economia locale e sul senso di sicurezza della comunità è particolarmente forte.
Sul posto sono intervenuti immediatamente i Carabinieri, che hanno avviato le indagini per ricostruire la dinamica dell’esplosione e individuare eventuali elementi utili all’identificazione dei responsabili. Le verifiche si concentrano sull’analisi delle immagini di videosorveglianza, sui rilievi tecnici e sui collegamenti con gli altri episodi registrati negli ultimi mesi in diverse aree della regione.
A prendere posizione sull’accaduto è stato Marco Polimeni, presidente della Commissione del Consiglio regionale contro il fenomeno della ’ndrangheta, della corruzione e dell’illegalità diffusa. «Nella notte fra venerdì 9 e sabato 10 gennaio la “banda” dei bancomat ha colpito anche a Vallefiorita», ha dichiarato, sottolineando di aver avviato sin da subito un confronto con l’amministrazione comunale. Polimeni ha riferito di essersi confrontato con il sindaco Salvatore Megna, il vicesindaco Gianni Bruno e il capogruppo di maggioranza Francesco Cantaffa, «con i quali ci siamo immediatamente rivolti alle forze dell’ordine».
Parole che restituiscono il senso di una risposta istituzionale rapida e coordinata, in un contesto che non consente sottovalutazioni. «Sono certo che le autorità, già impegnate nelle indagini, individueranno presto i responsabili, ponendo fine a una serie di furti molto preoccupante e pericolosa», ha aggiunto Polimeni, esprimendo fiducia nell’azione investigativa.
Parallelamente all’attività giudiziaria, si rafforzano le misure di prevenzione sul territorio. Il presidente della Commissione regionale ha ringraziato il questore di Catanzaro, Giuseppe Linares, «che ha subito assicurato un rafforzamento dei servizi di controllo e prevenzione». Un segnale importante per le comunità colpite, che chiedono maggiore presenza dello Stato e strumenti concreti per arginare fenomeni criminali sempre più sofisticati.
Non solo controlli. Nei prossimi giorni Polimeni ha annunciato una visita istituzionale a Vallefiorita, con l’obiettivo di incontrare la cittadinanza e avviare, insieme all’amministrazione comunale, un confronto con la Prefettura.
Al centro del dialogo ci sarà la valutazione di un potenziamento dell’impianto di videosorveglianza, considerato uno degli strumenti chiave per la deterrenza e per il supporto alle indagini.
Sul fronte delle contromisure, i recenti assalti ai bancomat di Decollatura e Vallefiorita saranno oggetto di un approfondimento specifico nel prossimo Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
A darne notizia è stato il prefetto di Catanzaro, Castrese De Rosa, precisando che il Comitato è già stato convocato per giovedì prossimo in Prefettura. Alla riunione parteciperanno i vertici territoriali delle forze di polizia e i sindaci dei comuni interessati, Salvatore Megna e Giuseppe Perri.
L’obiettivo è duplice: rafforzare il coordinamento tra istituzioni e valutare misure strutturali di prevenzione, in un territorio che da tempo convive con episodi di criminalità predatoria capaci di minare la fiducia dei cittadini e la tenuta delle attività economiche locali. Perché la sicurezza, soprattutto nei piccoli centri, non è solo una questione di ordine pubblico, ma un presidio essenziale di coesione sociale e di futuro.














































