Ivan Greco

MARANO MARCHESATO (CS) – A pochi mesi dal commissariamento, Marano Marchesato intercetta un finanziamento regionale significativo che guarda al futuro senza dimenticare le radici del territorio. Con decreto dirigenziale della Regione Calabria n. 12527 del 5 settembre 2025, il Comune è stato infatti ammesso tra i beneficiari del Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Italiane (FOSMIT) – parte regionale, annualità 2023, ottenendo un contributo pari a 69.150 euro destinato a interventi di rilancio delle aree montane.

Una notizia che assume un valore politico e amministrativo rilevante, soprattutto in una fase delicata per l’ente, e che viene letta come un segnale di continuità e di attenzione verso le potenzialità ambientali e infrastrutturali del comprensorio.

A sottolinearne il significato è Ivan Greco, già consigliere comunale con delega allo Sport e allo Spettacolo, che rivendica il lavoro svolto e l’attività di intermediazione con la Regione Calabria: «I risultati sono la base da cui ripartire», afferma, rimarcando come le risorse ottenute siano frutto di un impegno amministrativo orientato alla valorizzazione concreta del territorio.

Il finanziamento rientra nel bando regionale “Sviluppo delle Montagne Calabresi – finanziamento progetti per il rilancio dei Comuni montani” e punta a sostenere interventi mirati su aree che rappresentano un patrimonio ambientale, storico e sociale spesso sottovalutato.

Nel caso di Marano Marchesato, le risorse saranno destinate in particolare alla manutenzione e riqualificazione della strada comunale “via Piano delle Vacche”, arteria di accesso all’area pic-nic di Piano Grande, realizzata oltre trent’anni fa e da tempo bisognosa di interventi strutturali.

Non si tratta di una semplice strada rurale, ma di un’infrastruttura strategica per l’intero sistema montano locale. La via collega numerose strade interpoderali e antiche mulattiere che attraversano estesi boschi di castagni, rappresentando un collegamento essenziale per escursionisti, manifestazioni all’aperto e attività di valorizzazione ambientale. Inoltre, consente l’accesso per il controllo e la manutenzione di due serbatoi idrici e di alcune sorgenti di approvvigionamento, elementi fondamentali per la sicurezza e la gestione delle risorse idriche comunali.

In questo contesto, il finanziamento Fosmit assume una valenza che va oltre il dato economico. È un investimento sulla tutela ambientale, sulla fruibilità sostenibile delle aree montane e sulla prevenzione del degrado infrastrutturale, in linea con una visione di sviluppo che tiene insieme tradizione e prospettiva futura. Un modello che guarda alle montagne non come periferia, ma come risorsa centrale per il rilancio dei territori interni.

Greco evidenzia inoltre il ruolo svolto dalla macchina amministrativa: «Un contributo determinante è arrivato dall’ottimo lavoro degli uffici competenti, che hanno operato con professionalità e puntualità nella predisposizione degli atti necessari per la partecipazione al bando e l’ottenimento delle risorse». Un passaggio che richiama il valore della competenza tecnica e della continuità amministrativa, spesso decisive nell’accesso ai fondi regionali e nazionali.

L’operazione viene così presentata come un esempio di sinergia istituzionale e di “buona politica”, capace di lavorare lontano dai riflettori, ma con risultati misurabili. Una politica che, secondo Greco, deve però tornare con decisione all’essenziale: «È necessario il ritorno all’era del fare: i fatti contrapposti alle parole. Semplicemente quelli che fanno, opposti a quelli che dicono».

Parole che suonano come un monito, ma anche come un invito a non disperdere quanto costruito. In una fase di transizione per il Comune, il finanziamento regionale rappresenta una base concreta da cui ripartire, dimostrando che la progettualità, quando è solida e radicata nel territorio, può produrre risultati anche nei momenti più complessi. La sfida ora è trasformare le risorse in interventi efficaci, restituendo alle aree montane di Marano Marchesato il ruolo che storicamente hanno sempre avuto: quello di motore silenzioso, ma fondamentale, dello sviluppo locale.
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