Home Cronache Caso Mattia Spanò, il Tribunale di Sorveglianza anticipa l’udienza al 13 gennaio

Caso Mattia Spanò, il Tribunale di Sorveglianza anticipa l’udienza al 13 gennaio

Accolta la richiesta della difesa: il giovane, ancora ricoverato in psichiatria, attende una soluzione per la sua sistemazione

CETRARO (Cs) – Il Tribunale di Sorveglianza di Catanzaro ha deciso di anticipare al 13 gennaio 2026 l’udienza precedentemente fissata per il 25 febbraio, riguardo alla richiesta di libertà vigilata presentata dall’avvocato Angela Cannizzaro, difensore di Mattia Spanò. Questa decisione arriva in seguito all’appello della difesa, che aveva sollevato preoccupazioni per le condizioni precarie del giovane e per l’urgenza di garantirgli una sistemazione adeguata, tenendo conto della sua fragilità psichica.

Mattia Spanò, 32 anni, originario di Cetraro, è stato scarcerato lo scorso agosto dopo aver scontato una pena di quattro anni di carcere per il tentato omicidio della madre, un episodio che si era verificato nel 2021 durante una grave crisi psichica. Il caso ha suscitato un ampio interesse mediatico, anche a livello nazionale, mettendo in evidenza le carenze del sistema penitenziario e sanitario italiano, soprattutto riguardo alla gestione dei soggetti psichiatrici autori di reato.

Attualmente, Mattia è ancora ricoverato nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Cetraro, dove la sua degenza è stata prolungata, ma la sua permanenza è destinata a essere temporanea. La principale difficoltà risiede nella mancanza di posti disponibili nelle REMS (Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza), strutture destinate a ospitare persone con problematiche psichiatriche gravi. Di conseguenza, una volta dimesso dall’ospedale, Mattia rischia di rimanere senza un percorso terapeutico continuativo e senza una sistemazione adeguata.

La richiesta di libertà vigilata presso l’abitazione del padre, proposta dall’avvocato Cannizzaro, è considerata la soluzione migliore. Secondo la difesa, questa misura permetterebbe al giovane di continuare il trattamento terapeutico in un ambiente protetto e familiare, garantendo nel contempo la sicurezza della collettività.

Come alternativa, Mattia potrebbe essere trasferito in una struttura psichiatrica di Cosenza, dove si è recentemente liberato un posto. Tuttavia, si tratta di una struttura non protetta, simile a quella di San Sosti, dalla quale Mattia potrebbe facilmente allontanarsi. Per questo motivo, la difesa ritiene che sia preferibile che Mattia venga accolto dalla propria famiglia, che desidera poterlo riabbracciare e prendersene cura direttamente.

La decisione del tribunale, fissata ora per il 13 gennaio, potrebbe portare a una soluzione rapida per evitare che Mattia continui a trovarsi in una situazione di incertezza sanitaria e giudiziaria.

L’avvocato Angela Cannizzaro ha espresso soddisfazione per l’anticipo dell’udienza, come da lei richiesto, auspicando che Mattia possa tornare presto a casa. La richiesta di libertà vigilata è stata presentata come un’opportunità per tutelare i diritti del giovane, ma anche per evitare che un errore del passato possa trasformarsi in un ulteriore fallimento del sistema, che non garantisce una gestione adeguata dei soggetti vulnerabili.

La vicenda di Mattia Spanò riporta l’attenzione sulle criticità del sistema di gestione dei pazienti psichiatrici che hanno commesso reati. La carenza di strutture adeguate, i tempi giudiziari lunghi e l’incertezza riguardo al trattamento futuro di persone con gravi difficoltà mentali pongono interrogativi importanti su come tutelare i diritti dei più fragili senza compromettere la sicurezza collettiva.

Il 13 gennaio potrebbe quindi rivelarsi una data cruciale per il futuro di Mattia Spanò, che attende una risposta tempestiva da parte delle autorità, consapevole che la sua stabilità mentale e il suo reinserimento nella società dipendono da un sistema che ancora fatica a rispondere adeguatamente alle necessità dei più vulnerabili.

fiorellasquillaro@calabriainchieste.it