VILLAPIANA (CS) – Una decisione politica netta, irrevocabile, destinata a segnare una cesura profonda nella vita amministrativa di Villapiana. Otto consiglieri comunali hanno rassegnato dimissioni contestuali, determinando la fine anticipata del mandato del sindaco Vincenzo Ventimiglia e aprendo formalmente la strada al commissariamento dell’ente. Un atto che, per numeri e modalità, assume i contorni di un vero terremoto istituzionale, maturato – come spiegano i firmatari – dopo mesi di tensioni, tentativi di confronto e un progressivo venir meno delle condizioni minime di governabilità.
La lettera di dimissioni, sottoscritta da Paolo Montalti, Felicia Favale, Rita Portulano, Ilaria Costa, Maria Valentina Calà, Domenico Muscolini, Angela Aurelio e Michelina Dramisino, non lascia spazio ad ambiguità. Al centro della contestazione viene indicato un “prolungato immobilismo amministrativo”, accompagnato dall’assenza di una visione strategica e da una frammentazione delle azioni di governo che avrebbe finito per paralizzare l’attività dell’ente. Non si tratta, sottolineano i consiglieri, di una crisi contingente, ma di una condizione strutturale che si trascina da tempo e che avrebbe compromesso la funzionalità istituzionale del Comune.
Tra gli elementi più gravi denunciati figura la mancanza, da mesi, di ruoli fondamentali per il corretto funzionamento dell’amministrazione: il Presidente del Consiglio comunale, il Vicepresidente e un Assessore. Una “vacanza” istituzionale che, secondo i dimissionari, ha reso difficoltoso il regolare svolgimento dei lavori consiliari e alterato gli equilibri tra gli organi di governo locale, minando i principi di efficienza e rappresentatività alla base della democrazia municipale.
Particolarmente duro è il passaggio dedicato alla gestione delle società partecipate, con un riferimento esplicito alla Business and Services Villapiana S.r.l. (BSW). I consiglieri accusano il sindaco di non aver assunto decisioni tempestive e concrete per garantire servizi essenziali adeguati alla cittadinanza. Nel documento si parla di prestazioni “deficitarie” e di una situazione che rischierebbe di compromettere tanto i diritti dei lavoratori quanto quelli degli utenti finali. La BSW diventa così il simbolo di una gestione giudicata immobile e priva di capacità di intervento.
Le dimissioni, precisano i firmatari, non rappresentano un gesto improvviso. Nel corso del mandato sarebbero stati avanzati numerosi tentativi di confronto, proposte operative e richieste di correzione di rotta, rimaste però senza riscontro. Da qui la constatazione del venir meno del rapporto fiduciario con il primo cittadino e l’impossibilità di proseguire un’esperienza amministrativa ritenuta ormai priva di autorevolezza politica e istituzionale.
A rendere ancora più significativa la crisi è il dato politico: quattro degli otto consiglieri dimissionari provengono dalla maggioranza. Un elemento che certifica una frattura interna insanabile e che rafforza la lettura di una crisi non riconducibile alla sola dialettica tra schieramenti, ma a una più ampia insoddisfazione sulla conduzione dell’ente. A guidare il fronte delle dimissioni è l’ex sindaco Paolo Montalti, figura che conferisce ulteriore peso politico all’iniziativa.
Non si è fatta attendere la reazione del sindaco Vincenzo Ventimiglia: «Nel momento più delicato per la vita economica e sociale della mia città, con la BSW da salvare e il dissesto GSE da evitare, i consiglieri di minoranza e parte della mia maggioranza hanno firmato la sfiducia dal notaio, commissariando di fatto la città. Senza parole». Una replica che mette l’accento sulle criticità finanziarie in corso e sulle conseguenze immediate del vuoto politico.
Con le dimissioni contestuali della maggioranza dei consiglieri, l’iter è ormai tracciato: spetterà al Prefetto nominare un commissario prefettizio che guiderà il Comune fino alle prossime elezioni. Nel frattempo, cresce la preoccupazione per il futuro dei lavoratori delle municipalizzate e per la continuità dei servizi essenziali, in una fase di transizione che si annuncia delicata.
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