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Asp di Cosenza e BFF Bank, il nodo delle transazioni: la Procura indaga su sentenze, pagamenti e ruoli decisivi

Doppie Procure al lavoro su crediti, decreti ingiuntivi e accordi milionari: sotto la lente i rapporti tra sanità calabrese e finanza privata

COSENZA – Le carte parlano, e chiedono risposte. Le indagini delle Procure di Cosenza e Milano sui rapporti economico-finanziari tra l’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza e BFF Bank Spa (https://www.calabriainchieste.it/2024/01/27/transazione-lacrime-e-sangue-per-lasp-cosentina-39-milioni-di-euro-a-bff-bank-spa/) entrano in una fase cruciale, con un nuovo e significativo passo istruttorio: acquisizioni di atti tramite l’Ufficio legale dell’Asp. L’obiettivo è chiarire se, e in quali casi, l’ente pubblico abbia pagato debiti già estinti, o addirittura corrisposto somme nonostante sentenze favorevoli all’amministrazione sanitaria.

Il documento acquisito – che elenca puntualmente una serie di procedimenti civili tra l’Asp e Banca Farmafactoring (oggi BFF Bank) celebrati dinanzi ai Tribunali di Milano e Cosenza – è esplicito: occorre indicare, per ciascun giudizio, il decisum, l’eventuale appello e lo stato dei termini, allegando la documentazione comprovante. Una richiesta urgente, con scadenza fissata al 9 gennaio 2026, che segnala come l’inchiesta stia andando oltre il piano meramente contabile.

La transazione “lacrime e sangue”

Il contesto è noto, ma oggi assume contorni più inquietanti. Al centro vi è la transazione da circa 39 milioni di euro approvata dall’Asp di Cosenza con delibera n. 2807 del 21 dicembre 2023, firmata dal direttore generale Antonio Graziano, con il supporto del direttore sanitario Martino Rizzo e del direttore amministrativo Remigio Magnelli. L’accordo avrebbe dovuto chiudere il contenzioso relativo alle fatture emesse fino al 2 novembre 2022 e acquistate pro-soluto da BFF Bank da società fornitrici dell’Asp.

Secondo la ricostruzione ufficiale, l’operazione rientrava nel processo regionale di circolarizzazione dei debiti sanitari e avrebbe consentito un risparmio sugli interessi pari al 41 per cento. Ma già allora non erano mancate perplessità: importi complessivi superiori ai 60 milioni di euro, una mole impressionante di accessori e spese, numerosi decreti ingiuntivi esecutivi e giudizi pendenti in più sedi giudiziarie.

L’ipotesi più grave: pagamenti duplicati

L’attenzione degli inquirenti si concentra su un punto ancora più delicato: la possibile duplicazione dei pagamenti. L’ipotesi è che talune posizioni siano state liquidate più volte o saldate nonostante pronunce giudiziarie che davano ragione all’Asp di Cosenza. Se confermata, si tratterebbe di un danno erariale di dimensioni rilevanti, con responsabilità che travalicano il piano amministrativo.

Non a caso, la Procura chiede di ricostruire le singole posizioni creditorie, verificando se i pagamenti siano avvenuti in pendenza di giudizio, dopo sentenza o addirittura in assenza di un obbligo giuridico attuale. Un lavoro certosino, che punta dritto ai processi decisionali interni e ai controlli – o alle loro omissioni.

Politica in apprensione, sanità sotto accusa

Il clima è teso. La vicenda scuote la sanità calabrese e fa tremare i cosiddetti “colletti bianchi”, mentre la politica regionale osserva con crescente preoccupazione. Sulla questione avevano già acceso i riflettori il dirigente nazionale del Partito democratico Carlo Guccione e lo stesso Pd, chiedendo pubblicamente trasparenza e verifiche rigorose.

In questo quadro, torna d’attualità anche il paventato “trasferimento” (ventilata mancata conferma a Cosenza) del direttore generale Antonio Graziano alla guida dell’Asp di Crotone. Una coincidenza temporale o una scelta che potrebbe essere letta alla luce delle vicende cosentine? È una domanda che circola con insistenza negli ambienti politici e istituzionali, senza che al momento vi siano risposte ufficiali.

Una questione di metodo, prima ancora che di cifre

Al di là delle eventuali responsabilità penali o contabili, l’inchiesta pone un interrogativo più ampio sul rapporto tra pubblica amministrazione e finanza specializzata nel factoring sanitario. La gestione dei crediti, degli interessi e dei contenziosi richiede competenze tecniche elevate, ma soprattutto procedure trasparenti e tracciabili.

La sanità pubblica, già provata da anni di commissariamento e carenze strutturali, non può permettersi zone d’ombra. Ogni euro sottratto impropriamente è un euro in meno per cure, personale e servizi. Le Procure stanno facendo la loro parte. Ora tocca agli uffici chiarire, documenti alla mano, se quella transazione sia stata davvero un male necessario o un errore che rischia di pesare a lungo sulle casse pubbliche.