AMANTEA (CS) – Le mareggiate che ciclicamente colpiscono il Tirreno cosentino non sono più un fatto eccezionale. Ad Amantea, in particolare sul versante sud del lungomare, l’ennesimo evento meteo-marino riaccende un dibattito che va oltre l’urgenza del momento e interroga scelte amministrative, responsabilità tecniche e visione di lungo periodo.

A intervenire è il Partito Democratico di Amantea, che con una nota articolata invita a superare la logica della “fatalità” e a imboccare con decisione la strada della programmazione e della tutela dell’interesse pubblico.

Il punto di partenza dell’analisi dem è il cantiere attualmente in essere per il ripristino delle aree già colpite dalle mareggiate dell’inverno 2019-2020. Un’opera che, secondo il PD, rischia di essere nuovamente compromessa dall’azione del mare, con conseguenze che potrebbero gravare sulle casse comunali. Da qui l’interrogativo rivolto agli uffici tecnici e, in particolare, al Responsabile unico del procedimento: quali strumenti di garanzia sono stati attivati per tutelare l’Ente?

«Le recenti avversità meteo-marine che hanno interessato il litorale tirrenico, e in particolare il versante sud del lungomare di Amantea – si legge nella nota stampa –  impongono una riflessione che vada oltre la mera cronaca dell’emergenza».

Il Partito Democratico di Amantea, «conscio della fragilità del nostro territorio e delle complesse vicissitudini amministrative che lo attraversano, intende porre all’attenzione dell’Amministrazione Comunale e della cittadinanza questioni dirimenti che non possono essere derubricate alla voce “fatalità”. In prima istanza, volgiamo lo sguardo al cantiere in essere per il ripristino dei luoghi, già feriti dalle mareggiate dell’inverno 2019-2020. Di fronte all’ennesimo evento che ha lambito e potenzialmente danneggiato un’area di cantiere, il nostro atteggiamento non è quello della polemica strumentale, ma della rigorosa tutela dell’interesse pubblico».

Pertanto, «ci rivolgiamo agli organi tecnici comunali, e segnatamente al Responsabile Unico del Procedimento (RUP), ponendo un interrogativo ineludibile: quali strumenti di garanzia sono stati attivati a tutela dell’Ente? È fondamentale chiarire se, a fronte dei danni subiti dalle opere in corso di esecuzione, sia stata verificata l’operatività delle polizze assicurative (CAR – Contractor’s All Risks) che la ditta appaltatrice è tenuta a stipulare per contratto».

In un contesto di dissesto finanziario, il Comune di Amantea «non può permettersi l’esborso di un solo euro aggiuntivo per ripristinare lavori già finanziati e compromessi, specie se vi fossero state negligenze nella messa in sicurezza del cantiere o ritardi nell’esecuzione che hanno esposto l’opera alla stagione invernale. La tutela delle casse comunali è, oggi più che mai, un imperativo morale prima che amministrativo».

Tuttavia, «il mero ripristino dell’esistente rischia di trasformarsi in un’opera di Sisifo se non accompagnato da una nuova visione strutturale di difesa della costa. È evidente che gli interventi palliativi non sono più sufficienti a contenere la forza del mare. Occorre avviare, con la massima urgenza, interlocuzioni serrate con gli Enti sovracomunali – Regione Calabria e Ministero dell’Ambiente – per progettare e finanziare opere di difesa costiera sostanziali, quali barriere frangiflutti o il potenziamento delle scogliere a protezione del fronte mare».

Infine: «Il lungomare non è una semplice strada: è il biglietto da visita turistico della nostra città e l’arteria vitale di un tessuto commerciale che, negli ultimi anni, ha pagato un prezzo altissimo in termini di incertezza e danni. Mettere in sicurezza il lungomare significa restituire dignità e prospettiva economica agli operatori del settore, ai quali va il nostro pensiero e il nostro impegno politico».

Il messaggio politico che arriva dal Partito Democratico di Amantea è chiaro: vigilanza rigorosa, spirito costruttivo e disponibilità a contribuire con idee e competenze. L’obiettivo dichiarato è uscire definitivamente dalla logica dell’emergenza e imboccare quella, più impegnativa ma necessaria, della programmazione e della cura del territorio. Una sfida che chiama in causa amministratori, tecnici e livelli istituzionali superiori, ma che riguarda, in ultima analisi, il futuro stesso della città e del suo rapporto con il mare.

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