PAOLA (Cs) – L’assenza, in politica, è spesso più eloquente di molte dichiarazioni. A Paola, nelle ultime settimane, è proprio ciò che non si vede – sedie vuote in Giunta, presenze mancate, silenzi istituzionali – a raccontare meglio di qualsiasi comunicato lo stato di salute della maggioranza che sostiene il sindaco Roberto Perrotta. Un equilibrio che appare sempre più fragile, attraversato da tensioni latenti e oggi tornate in superficie, dopo la nota vicenda degli stati whatsapp (https://www.calabriainchieste.it/2025/12/17/paola-messaggi-in-codice-nella-maggioranza-equilibri-che-cambiano-e-silenzi-che-pesano-foto/).
La prova più concreta arriva dagli atti ufficiali. La deliberazione di Giunta comunale n. 01 del 9 gennaio 2026, con cui l’esecutivo ha approvato il progetto “Spazio multifunzionale di esperienza per adolescenti nel Comune di Paola”, finanziato nell’ambito delle politiche nazionali ed europee di contrasto alla povertà educativa, registra l’assenza di due assessori: Gabriele Fiorito e Catia Risotto. Un’assenza che pesa ancor di più se si considera che l’argomento in discussione (inclusione sociale, politiche giovanili e utilizzo strategico dei fondi comunitari) era legato alle altrui deleghe.
Entrambi gli assessori assenti, peraltro, sono espressione dell’area politica di Paola Domani, movimento civico che rappresenta una componente decisiva dell’attuale maggioranza. Non si tratta di un episodio isolato, bensì di un segnale politico che, secondo osservatori e addetti ai lavori, certifica una frattura ancora aperta tra il gruppo del sindaco e quello riconducibile a Paola Domani.
Nei giorni scorsi, infatti, un vertice di maggioranza convocato per tentare una ricomposizione si sarebbe trasformato in un confronto acceso. I toni, secondo quanto trapela da fonti politiche qualificate, sarebbero rapidamente degenerati, tanto da spingere una delegazione a lasciare i lavori prima della conclusione. Un gesto tutt’altro che neutro, che ha lasciato sul tavolo nodi irrisolti e un clima ulteriormente appesantito.
Alla base delle incomprensioni vi è una vicenda politica che affonda le radici nei mesi scorsi e già ampiamente raccontata, anche da Calabria Inchieste. Il punto di rottura resta la scelta di Catia Risotto di staccarsi dal consigliere comunale Francesco Aloia per aderire al progetto di Paola Domani. Una decisione che ha modificato equilibri consolidati: Risotto era, formalmente, assessore in quota IDM, e il suo passaggio ha aperto una contesa politica tutt’altro che marginale.
Oggi Aloia, insieme al leader del partito Orlandino Greco, rivendica apertamente la restituzione dell’assessorato, sostenendo che il patto politico originario sia venuto meno. Una richiesta che mette il sindaco Perrotta in una posizione scomoda, costretto a bilanciare la tenuta numerica della maggioranza con la gestione di rapporti politici sempre più logorati.
Secondo indiscrezioni insistenti, il primo cittadino sarebbe particolarmente irritato con Catia Risotto e con Paola Domani, accusati di aver prodotto uno strappo che rende più complessa l’azione amministrativa in una fase cruciale per la città. Non solo per le dinamiche interne, ma anche per il messaggio che viene trasmesso all’esterno.
Non è la prima volta che l’amministrazione si trova ad affrontare tensioni di questo tipo. Ma oggi il quadro appare più delicato: le frizioni sembrano strutturali e non più episodiche.
Il rischio, concreto, è quello di una paralisi strisciante. Le assenze non bloccano formalmente l’attività della Giunta, ma ne indeboliscono l’autorevolezza e alimentano la percezione di un esecutivo impegnato più a gestire equilibri interni che a guidare lo sviluppo della città.
La politica, come insegna la tradizione amministrativa, vive di mediazione e responsabilità. Paola osserva e attende: sarà il prossimo passaggio politico a chiarire se questa maggioranza ha ancora una rotta condivisa o se le crepe, ormai evidenti, sono destinate ad allargarsi.










































