AMANTEA (CS – La sanità territoriale, spesso evocata come obiettivo e non sempre tradotta in atti concreti, compie ad Amantea un passo significativo.
Con la pubblicazione della delibera n. 82 del 12 gennaio 2026, l’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza ha ufficialmente attivato il progetto sperimentale delle Case della Comunità di Amantea e Scalea, secondo il modello Hub & Spoke delineato dal DM 77/2022. Una decisione che incide sull’organizzazione dei servizi, sul rapporto tra cittadini e sistema sanitario e, soprattutto, sulla capacità di rispondere ai bisogni di una popolazione che invecchia e convive sempre più spesso con patologie croniche.
Nel nuovo assetto definito dall’ASP, la Casa della Comunità di Amantea è individuata come struttura HUB, cioè nodo centrale di una rete di servizi territoriali. A essa sono affidate funzioni avanzate: presa in carico dei pazienti cronici e fragili, integrazione tra sanità e sociale, utilizzo strutturato della telemedicina, presenza dell’Infermiere di Famiglia e di Comunità, collegamento stabile con le Aggregazioni Funzionali Territoriali dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. In altri termini, un presidio chiamato a superare la frammentazione delle cure e a offrire risposte continue, non episodiche, ai cittadini.
A sottolineare la portata della delibera è Enzo Giacco, segretario del Partito Democratico di Amantea, che parla di «un risultato concreto per il territorio».
«La pubblicazione della delibera n. 82 del 12 gennaio 2026 dell’ASP di Cosenza, che attiva il progetto sperimentale delle Case della Comunità di Amantea e Scalea secondo il modello Hub & Spoke previsto dal DM 77/2022, rappresenta una notizia di grande rilievo per la nostra comunità», ha esordito Giacco.
Per Amantea si tratta «di un passaggio fondamentale: la Casa della Comunità di Amantea è formalmente individuata come struttura HUB, con funzioni avanzate di presa in carico dei pazienti cronici e fragili, integrazione dei servizi sanitari e sociosanitari, utilizzo della telemedicina, presenza dell’Infermiere di Famiglia e di Comunità e collegamento strutturato con le Aggregazioni Funzionali Territoriali dei medici di base e dei pediatri».
Come Partito Democratico di Amantea, «seguiamo questa vicenda da oltre dieci anni, a partire dal 2016, quando parlare di sanità territoriale, di integrazione dei servizi e di Case della Comunità sembrava a molti un esercizio astratto. In questi anni abbiamo insistito, proposto, sollecitato e difeso questa visione, anche quando in tanti ci dicevano che stavamo “illudendo la gente”».
Ebbene, «oggi quella visione trova una traduzione concreta negli atti ufficiali: una Casa della Comunità che opera 24 ore su 24, punto di accesso per i cittadini, luogo di coordinamento tra professionisti sanitari e servizi sociali, presidio di prossimità capace di dare risposte ai bisogni reali delle persone, in particolare a chi vive una condizione di fragilità o di cronicità».
E, ancora: «Sappiamo bene che una delibera non basta da sola: ora si apre la fase decisiva dell’attuazione, dell’organizzazione dei servizi, del personale, dei tempi e delle modalità di accesso. Proprio per questo una delegazione del PD Amantea incontrerà la prossima settimana la direttrice del Distretto Tirreno, dott.ssa Angela Riccetti, per fare il punto non solo sulla Casa della Comunità, ma più complessivamente sullo stato della sanità nel nostro territorio».
Infine: «Continueremo a vigilare, a partecipare e a dare voce ai bisogni delle cittadine e dei cittadini, con la consapevolezza che la sanità pubblica territoriale non è uno slogan, ma un diritto da rendere effettivo, giorno dopo giorno».
Il DM 77/2022, che ridisegna l’assistenza territoriale nell’ambito del Servizio sanitario nazionale, fornisce oggi il quadro normativo entro cui quella visione trova applicazione. La Casa della Comunità, nelle intenzioni del legislatore, è un punto di accesso unico per i cittadini, operativo 24 ore su 24, capace di coordinare professionisti sanitari, servizi sociali e percorsi di cura. Ad Amantea, questo modello è chiamato a misurarsi con una realtà complessa, segnata da carenze storiche e da una domanda di assistenza in crescita.
La sfida, ora, è rendere effettivo ciò che gli atti programmano. La Casa della Comunità di Amantea può diventare un presidio capace di ricucire il rapporto tra sistema sanitario e comunità locale, restituendo centralità alla prevenzione e alla continuità assistenziale. Come ricorda Giacco, «la sanità pubblica territoriale non è uno slogan, ma un diritto da rendere effettivo, giorno dopo giorno». Un principio antico, oggi rilanciato con strumenti nuovi, che chiama tutti – istituzioni, operatori e cittadini – a una responsabilità condivisa.
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