CATANZARO – Il lavoro, quando manca la retribuzione, smette di essere solo una questione amministrativa e diventa un’emergenza sociale. È da questa premessa che muove la dura presa di posizione dei consiglieri comunali di Catanzaro Valerio Donato, Gianni Parisi e Stefano Veraldi, che tornano a puntare il dito contro l’Amministrazione guidata dal sindaco Nicola Fiorita per la gestione della crisi di Catanzaro Servizi SpA, la principale società partecipata del Comune.
Lo stato di fatto: stipendi dimezzati e famiglie in difficoltà
Secondo quanto denunciato dai tre consiglieri, i dipendenti di Catanzaro Servizi non hanno ancora percepito metà dello stipendio del mese di dicembre e rischiano concretamente di non ricevere neppure la retribuzione di gennaio. Una situazione che coinvolge centinaia di lavoratori e, di riflesso, altrettante famiglie, colpite da una precarietà economica sempre più difficile da sostenere.
Il quadro è reso ancor più grave dal ruolo svolto quotidianamente dal personale della società partecipata: lavoratori impegnati in funzioni delicate e strategiche per il funzionamento della macchina amministrativa comunale, spesso in settori essenziali per la città. Servizi che non possono essere considerati marginali e che richiederebbero, proprio per questo, attenzione e responsabilità istituzionale.
Il nodo dell’intervento sostitutivo
Al centro della denuncia vi è il mancato ricorso all’intervento sostitutivo della stazione appaltante, uno strumento espressamente previsto dal Codice degli Appalti in caso di inadempienza retributiva dell’impresa affidataria. Una procedura che consentirebbe al Comune di pagare direttamente ai lavoratori le somme arretrate, detraendo gli importi dalle spettanze dovute all’affidatario del contratto.
«Ci chiediamo cosa stia aspettando l’Amministrazione comunale di Catanzaro ad attivare l’intervento sostitutivo», affermano Donato, Parisi e Veraldi, sottolineando come la normativa sia chiara e non lasci margini di ambiguità. Non si tratterebbe, dunque, di un atto discrezionale o eccezionale, ma dell’applicazione di una procedura ordinaria prevista a tutela dei lavoratori.
Una responsabilità politica prima ancora che amministrativa
Nella ricostruzione dei consiglieri comunali, l’attuale situazione non è frutto di un evento improvviso, ma l’esito di una gestione che avrebbe condotto Catanzaro Servizi «sull’orlo del baratro». A questa responsabilità pregressa si aggiungerebbe oggi una fase di stallo, definita senza mezzi termini come un “cincischiare” sull’attivazione di uno strumento che potrebbe offrire almeno un primo sollievo ai dipendenti.
Le domande poste sono dirette e tutt’altro che retoriche: cosa impedisce al Comune di attivare immediatamente la procedura prevista dalla legge? Indolenza amministrativa, mancanza di volontà politica o una scelta consapevole di non intervenire? Interrogativi che chiamano in causa il rapporto tra istituzioni e mondo del lavoro, soprattutto in una città che già sconta fragilità economiche e occupazionali strutturali.
Il “minimo sindacale” e l’attesa di una strategia
Per i firmatari della nota, l’intervento sostitutivo rappresenterebbe «il minimo sindacale» da garantire nell’immediato, in attesa di comprendere quale sia la reale intenzione dell’Amministrazione nei confronti della più importante società partecipata del Comune. Una soluzione tampone, certo, ma necessaria per evitare che l’emergenza sociale degeneri ulteriormente.
In filigrana emerge una critica più ampia: l’assenza di una visione chiara e di una strategia definita sul futuro di Catanzaro Servizi. Una mancanza che rischia di tradursi, giorno dopo giorno, in un costo umano ed economico sempre più elevato.
«Ogni giorno di inerzia è una scelta politica precisa», avvertono Donato, Parisi e Veraldi, parlando di una distanza ormai profonda tra l’Amministrazione Fiorita e il mondo del lavoro. Una distanza che, sottolineano, i cittadini e i lavoratori non dimenticheranno. In una fase storica in cui il rispetto delle regole e la tutela del lavoro dovrebbero rappresentare un punto fermo dell’azione pubblica, la vicenda di Catanzaro Servizi interroga non solo la politica locale, ma il senso stesso della responsabilità istituzionale.









































