CROTONE – La bonifica del Sito di interesse nazionale (Sin) di Crotone subisce una nuova, pesante battuta d’arresto. I cantieri, avviati appena pochi mesi fa, sono stati quasi completamente fermati a seguito del rinvenimento di rifiuti radioattivi Tenorm in aree dove la loro presenza non era stata prevista.
La decisione di sospendere le attività di risanamento ambientale è stata assunta l’8 gennaio da Eni Rewind, società del gruppo Eni e soggetto responsabile degli interventi di bonifica. Lo stop riguarda in modo pressoché totale i lavori avviati il 16 giugno 2025 nel Sin crotonese.
L’elemento determinante è stato il rinvenimento di rifiuti radioattivi Tenorm – acronimo di Technologically Enhanced Naturally Occurring Radioactive Materials – all’interno dell’area della discarica a mare dell’ex stabilimento Pertusola. Si tratta di materiali la cui radioattività naturale risulta concentrata o amplificata da processi industriali, e che pongono criticità rilevanti in termini di gestione e sicurezza.
La scoperta è avvenuta in una porzione di discarica di circa 50 metri quadrati, con una profondità stimata di 1,8 metri. Un dato che ha immediatamente modificato il quadro tecnico-operativo della bonifica, poiché la presenza di Tenorm non era stata prevista in quelle specifiche zone. In assenza di una pianificazione mirata e, soprattutto, di una filiera di smaltimento disponibile, la prosecuzione dei lavori è diventata impraticabile.
La scelta viene definita inevitabile dagli addetti ai lavori. Al momento, infatti, non esistono né in Italia né all’estero impianti idonei al trattamento e allo smaltimento delle scorie radioattive di questo tipo, nelle quantità e con le caratteristiche riscontrate nell’area ex Pertusola. Un vuoto infrastrutturale che non riguarda solo Crotone, ma che investe più in generale il sistema nazionale di gestione dei rifiuti radioattivi a bassa attività.
Il giorno successivo allo stop, con una nota datata 9 gennaio, Eni Rewind ha formalmente informato il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e la Prefettura di Crotone delle misure adottate. Nella comunicazione, la società ha reso noto di aver provveduto alla «messa in sicurezza in corrispondenza dell’area interessata», un passaggio essenziale per prevenire rischi immediati per l’ambiente e per la popolazione.
Contestualmente, Eni Rewind ha annunciato che «il materiale rinvenuto sarà sottoposto a specifica analisi chimico-radiometrica», precisando che gli esiti delle verifiche verranno comunicati non appena disponibili. Analisi che serviranno a definire con maggiore precisione la natura dei rifiuti, il livello di radioattività e le possibili opzioni di gestione futura.
Lo stop ai cantieri riapre così interrogativi mai sopiti sul destino del Sin di Crotone, uno dei più complessi e controversi del Paese. La bonifica dell’area, eredità pesante di decenni di attività industriale, procede da anni tra rallentamenti, revisioni progettuali e contenziosi, alimentando la sfiducia di una comunità che attende risposte concrete su ambiente, salute e sviluppo.









































