COSENZA – Si chiude un capitolo complesso e se ne apre un altro altrettanto impegnativo all’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza. Dopo sei anni alla guida dell’ente, Antonello Graziano lascia l’incarico per assumere la direzione a Crotone.
Al suo posto subentra Vitaliano De Salazar, già commissario straordinario dell’Azienda ospedaliera e, da ieri, anche dell’Asp cosentina. Il passaggio di consegne è avvenuto nel corso di una conferenza stampa che ha assunto il valore di un bilancio politico-amministrativo e, insieme, di una dichiarazione d’intenti per il futuro.
Graziano ha ripercorso le tappe di una gestione iniziata in uno dei momenti più delicati per la sanità calabrese e per l’Asp di Cosenza in particolare. «L’azienda che lascio a De Salazar è molto diversa da quella che ho trovato», ha esordito, ricordando il contesto del suo insediamento, il 18 maggio 2022. All’epoca l’ente era segnato da bilanci non approvati, da vicende giudiziarie in corso, da un’assenza di una catena di comando definita e da un turnover continuo di commissari che aveva indebolito il senso di appartenenza del personale. «Ero molto contento di andare a Crotone più che venire a Cosenza perché qui la situazione era molto difficile», ha ammesso, parlando senza retorica di una “sfida difficile ma vinta”.
Il primo dato rivendicato riguarda la tenuta economico-finanziaria. Durante la sua gestione sono stati approvati i bilanci consuntivi 2022, 2023 e 2024, oltre al recupero dei bilanci pregressi grazie a uno specifico intervento normativo. Dal 2023, anche i bilanci preventivi hanno seguito un percorso ordinato, ottenendo la parifica della Regione Calabria e il parere favorevole del collegio dei revisori. Un risultato tutt’altro che scontato, in un contesto storicamente segnato da disallineamenti contabili e difficoltà strutturali.
Sul fronte delle risorse umane, Graziano ha parlato di un cambio di passo netto. In sei anni sono state realizzate quasi 1.700 operazioni tra nuove assunzioni e stabilizzazioni, accompagnate dalla nomina di 25 direttori di struttura complessa. È stato completato l’organigramma del Dipartimento di prevenzione con direttori titolari e sono stati inseriti i capi dipartimento, restituendo piena funzionalità a snodi decisivi dell’organizzazione sanitaria. Anche gli ospedali del territorio hanno beneficiato di nomine strategiche: direttori di struttura complessa per anestesia e rianimazione, ostetricia, ortopedia e pronto soccorso, oltre ai direttori sanitari dei presidi di Cetraro, Castrovillari e Corigliano-Rossano.
«La restituzione di dignità ai territori, attraverso strutture efficaci con una guida autorevole, è stata portata avanti in maniera quasi ossessiva», ha sottolineato.
Tra i risultati simbolicamente più rilevanti figura la riapertura del punto nascita di Cetraro, chiuso da anni, insieme agli interventi di miglioramento strutturale negli ospedali di Corigliano-Rossano, Castrovillari e Cetraro-Paola. Un segnale concreto verso quelle comunità che, per lungo tempo, hanno percepito la sanità pubblica come distante e fragile.
Particolarmente significativo il capitolo dedicato all’emergenza-urgenza. Per volontà del presidente della Regione, in pochi mesi è stato attivato il nuovo sistema 112, con due sale operative, a Catanzaro e a Cosenza. Quest’ultima è stata definita da Graziano «una delle più belle d’Italia, altamente tecnologica e performante».
A ciò si aggiunge l’istituzione di 26 nuovi punti di atterraggio notturni certificati per l’elisoccorso, che consentono operazioni anche nelle ore notturne: «Siamo passati da 950 a 2000 ore di volo». Un potenziamento accompagnato dall’attivazione di 99 ambulanze medicalizzate, che ha rafforzato in modo sensibile la rete dei soccorsi.
Ora la responsabilità passa a Vitaliano De Salazar, chiamato a garantire continuità e, insieme, a imprimere un nuovo slancio.
L’eredità che raccoglie è quella di un’azienda più stabile sul piano finanziario e organizzativo, ma ancora chiamata a rispondere a bisogni sanitari crescenti e a una domanda di qualità che non ammette arretramenti. In sanità, come insegna l’esperienza, il risanamento non è un traguardo definitivo, ma una condizione da presidiare ogni giorno.









































