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Contrada Muoio Piccolo, crescita senza servizi: il paradosso di una Cosenza che avanza a due velocità

Tra aumento residenziale e carenze infrastrutturali, l’appello per una programmazione urbana integrata in una zona ormai strategica della città

Cosenza

COSENZA – C’è una Cosenza che cresce, si espande e accoglie nuovi residenti, ma che rischia di farlo senza una visione adeguata. È il caso di Contrada Muoio Piccolo, area che negli ultimi anni ha conosciuto un significativo sviluppo edilizio e demografico, trasformandosi di fatto in una porzione centrale del tessuto urbano. A fronte di questa evoluzione, però, emergono criticità evidenti che interrogano la capacità dell’amministrazione di accompagnare la crescita con servizi e infrastrutture all’altezza.

A riportare l’attenzione sulla contrada è una nota del dottor Pierfrancesco Perugini, che nei giorni scorsi ha percorso personalmente le vie di Muoio Piccolo, riscontrando una situazione di degrado diffuso e abbandono. Le strade appaiono spesso troppo strette rispetto alla densità edilizia raggiunta, il manto stradale è segnato da buche e tratti sterrati, mentre gli accumuli di rifiuti compromettono il decoro urbano e la qualità della vita dei residenti.

Il quadro che emerge è quello di un’area cresciuta più velocemente della capacità di risposta dei servizi pubblici. Un paradosso urbano che non riguarda solo l’estetica, ma incide direttamente sulla sicurezza e sulla vivibilità quotidiana. I collegamenti con il centro città, in particolare, risultano inadeguati e potenzialmente pericolosi per chi percorre quelle strade ogni giorno, a piedi o in automobile.

In questo contesto, colpisce il senso civico dimostrato da alcuni residenti, che si fanno carico in prima persona della cura delle aree comuni. Un gesto lodevole, che testimonia attaccamento al territorio e responsabilità collettiva, ma che – come sottolineato nella nota – non può e non deve sostituirsi al ruolo dell’amministrazione comunale. La manutenzione urbana, la gestione dei rifiuti e la pianificazione infrastrutturale restano compiti primari dell’ente pubblico.

Particolarmente critica appare la questione della raccolta dei rifiuti. Secondo quanto segnalato, il servizio dovrebbe essere più puntuale e frequente, affiancato da una maggiore presenza di isole ecologiche e da controlli efficaci per contrastare l’abbandono indiscriminato. Senza un presidio costante del territorio, il rischio è che comportamenti incivili continuino a proliferare, trasformando alcune strade in vere e proprie discariche a cielo aperto.

Ma il nodo centrale va oltre l’emergenza contingente. Limitarsi a interventi urgenti e frammentari sarebbe, secondo Perugini, una scelta miope. La crescita edilizia in atto impone una riflessione più ampia sull’adeguatezza delle infrastrutture esistenti rispetto alla densità abitativa attuale e, soprattutto, futura. Viabilità, servizi essenziali e pianificazione urbanistica devono procedere di pari passo, evitando che intere contrade restino indietro rispetto ad altre aree della città.

Il tema tocca una questione più generale: Cosenza non può permettersi uno sviluppo “a macchia di leopardo”, con quartieri di serie A e zone progressivamente dimenticate. Ogni strada, ogni contrada, ogni cittadino ha diritto agli stessi standard di vivibilità, sicurezza e decoro urbano. È una sfida che riguarda l’equità territoriale, ma anche la credibilità delle politiche di sviluppo urbano.

La nota rivolge infine un duplice appello. Da un lato, alla comunità tutta, richiamando alla responsabilità civica: l’abbandono dei rifiuti è un atto che danneggia l’interesse collettivo e mortifica l’immagine della città. Dall’altro, all’amministrazione comunale, con un invito esplicitamente costruttivo a dimostrare volontà politica e capacità di programmazione, ascoltando le esigenze concrete dei territori.

Il futuro di Cosenza si gioca oggi, nelle scelte che vengono compiute – o rinviate – nel presente. Garantire sviluppo equilibrato e servizi essenziali non è solo una questione di decoro urbano, ma una condizione necessaria per trattenere le giovani generazioni e consentire loro di costruire qui il proprio progetto di vita. Contrada Muoio Piccolo diventa così un caso emblematico: non una periferia qualunque, ma uno specchio delle sfide che attendono una città chiamata a crescere con ordine, visione e responsabilità.